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Caccia invisibili, inferno di fuoco. Un raid chirurgico di 30 minuti

L'attacco (preparato da tempo) alle 2 di notte. Il volo degli F-35 Stealth, l'arrivo degli elicotteri del corpo Delta Force. L'azione finale nella cittadella militare di La Guaira

Caccia invisibili, inferno di fuoco. Un raid chirurgico di 30 minuti
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I caccia invisibili F-35 decollati da Portorico, i droni d'attacco Reaper, gli F-18 della portaerei Ford in appoggio, la Delta Force a bordo di elicotteri silenziosi e le squadre della Cia sul terreno. In mezz'ora gli americani hanno lanciato il raid, con 150 velivoli, che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. L'obiettivo dell'operazione "Absolute resolve", Risolutezza assoluta, ordinata dal presidente Donald Trump, che ha seguito minuto per minuto l'azione in una situation room ricavata nella sua residenza di Mar-a-Lago. "Mai visto niente del genere", ha detto l'inquilino della casa Bianca.

Alle 7 italiane di sabato, le due di notte a Caracas, una sequenza di esplosioni ha scosso la capitale. I caccia F-35 Stealth (invisibili), decollati da Portorico colpiscono i primi obiettivi nella capitale. Gli aeroporti come La Carlota, nella capitale, quello militare di Barquisimeto con gli scassati F-16 venezuelani e di Higuerote, sul mare, vengono centrati subito. Un importante complesso di comunicazioni nella zona di El Volcàn è distrutta tagliando fuori le forze venezuelane in difesa dalla capitale. Un attacco mirato colpisce anche la residenza del ministro della Difesa, Padrino Lopez, inizialmente dato per morto. In seguito condannerà l'attacco in un video sui social. Le autorità venezuelane parlano di morti e feriti durante l'attacco notturno senza specificare il numero. Colpito pure il palazzo presidenziale e l'obiettivo simbolico del monumento dedicato a Hugo Chávez, padre spirituale e politico di Maduro. I droni MQ-9 Reaper sono intervenuti con operazioni di attacco simultanee lanciando missili Hellfire e di ricognizione. Depositi di munizioni sono saltati per aria e il porto di La Guaira, a Nord della capitale, è stato pure bombardato nei primi minuti dell'attacco. Gli F/A-18 Super Hornet del 213imo squadrone a bordo della portaerei Gerald Ford hanno appoggiato l'operazione. La principale base militare di Caracas era l'obiettivo prioritario dove gran parte dei soldati sarebbero fuggiti all'inizio del raid.

Dopo la prima ondata di attacchi dal cielo è entrata in azione la Delta Force, il corpo speciale d'élite americano, che come ultima missione più nota ha ucciso il califfo Abu Bakr al Baghdadi. L'obiettivo era catturare Maduro. Gli elicotteri AH-1Z Viper hanno aperto la strada con un valanga di fuoco. In un video dell'attacco, postato anche da Trump, si vede un nugolo di elicotteri su Caracas, compresi i Ch-47 da trasporto truppe, con le fiamme dei bombardamenti sulla sfondo.

La dimostrazione che le difese aeree venezuelane sono state annichilite o disturbate dalla guerra elettronica. Il presidente Usa ha ammesso che un elicottero è rimasto colpito, ma non sarebbe precipitato e fra i soldati Usa si conta solo qualche ferito. All'operazione ha partecipato il 160mo Reggimento Aviazione per le forze speciali chiamato Night Stalkers e utilizzato anche per l'eliminazione di Osama bin Laden. La Delta force solitamente si avvicina all'obiettivo con speciali elicotteri silenziosi ed è riuscita ad infiltrarsi nel mezzo della cittadella militare di La Guaira, che ospitava Maduro e sua moglie. I Rambo Usa sono piombati nella sua camera da letto e hanno portato via il presidente venezuelano con la consorte. Nella battaglia per esfiltrarli sono intervenuti con decisione i Viper.

Il clamoroso blitz, che ricorda la cattura del generale Noriega a Panama nel 1990, è stato possibile grazie alle squadre della Cia sul terreno. Un informatore interno al regime segnalava gli spostamenti di Maduro.

La taglia di 50 milioni di dollari dell'amministrazione americana ha sicuramente avuto un peso. Il presidente venezuelano è stato trasportato sulla nave anfibia e porta elicotteri Ivo Jima, che fa parte della più poderosa forza Usa schierata nei Caraibi dai tempi della crisi di missili di Cuba del 1962.

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