Leggi il settimanale

Come cambiano gli stipendi

Con il taglio Irpef benefici fino a mille euro. Cresce il netto in busta paga grazie alle detrazioni su aumenti e welfare. Rimborsi fiscali record a 26 miliardi (+8,5%)

Come cambiano gli stipendi
00:00 00:00

La legge di Bilancio 2026 porta novità concrete in busta paga: con il taglio della seconda aliquota Irpef, bonus su contratti e premi di produttività e l'allargamento dei fringe benefit, alcuni lavoratori potrebbero vedere incrementi fino a mille euro al mese. A questo si aggiunge il record storico di rimborsi fiscali registrato nel 2025, con oltre 26 miliardi di euro restituiti a famiglie e imprese.

Il cuore dell'intervento riguarda il secondo scaglione Irpef: la manovra abbassa dal 35 al 33% l'aliquota applicata ai redditi compresi tra 28 e 50mila euro lordi. La misura interessa circa 13 milioni di contribuenti e vale quasi 3 miliardi di euro. Per uno stipendio netto di 2mila euro al mese l'aumento è di circa 15-16 euro mensili, pari a 200 euro l'anno. Il beneficio cresce con il reddito: da poche decine di euro per chi guadagna 29mila euro fino a un massimo di 440 euro annui per chi si colloca a quota 50mila euro. Il vantaggio del taglio Irpef si estende anche ai redditi superiori ai 50mila euro, almeno fino alla soglia dei 200mila euro lordi, perché lo sconto di 440 euro resta pienamente applicabile. Solo oltre questo limite scatta una riduzione delle detrazioni fiscali tale da neutralizzare in tutto o in parte il beneficio, rendendo l'intervento concentrato soprattutto sul ceto medio.

La manovra introduce poi una tassazione agevolata del 5% sugli aumenti di stipendio derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi. La misura riguarda i lavoratori del settore privato con redditi fino a 33mila euro lordi e interessa circa 3,8 milioni di persone. Su un aumento di 100 euro lordi mensili, il vantaggio netto può arrivare a circa 30 euro in più rispetto alla tassazione ordinaria.

Spazio anche ai premi di risultato: per il biennio 2026-2027 l'aliquota scende all'1%, con un tetto detassabile che sale a 5mila euro annui per redditi fino a 80mila euro. Un premio di 1.500 euro lordi sarà così tassato per appena 15 euro. Agevolazioni anche per lavoro notturno, festivo e a turni: per redditi fino a 40mila euro, le maggiorazioni fino a 1.500 euro annui saranno tassate con un'aliquota secca del 15%.

Diventano più generosi i fringe benefit: la soglia esentasse sale a 2.000 euro annui per tutti i dipendenti e a 4.000 euro per chi ha figli a carico. Bollette, affitto e mutuo potranno così essere rimborsati senza tasse. Confermata inoltre la flat tax per le partite Iva con redditi da lavoro dipendente fino a 35mila euro e rafforzato il bonus per le lavoratrici madri con due figli, che sale a 60 euro al mese. Combinando tutte le misure - Irpef, contratti, premi, welfare e straordinari - il beneficio teorico massimo può arrivare a circa 900-1.000 euro netti al mese nei casi più favorevoli.

A chiudere il quadro c'è il record assoluto dei rimborsi fiscali nel 2025. Secondo quanto reso noto dall'Agenzia delle Entrate, alle famiglie e alle imprese sono stati restituiti quasi 26,3 miliardi di euro, oltre 2 miliardi in più rispetto al 2024 (+8,5%), il miglior risultato di sempre. I pagamenti hanno superato quota 4,1 milioni.

Quasi 5,3 miliardi di euro riguardano rimborsi di imposte dirette: 3,5 miliardi di Irpef tornati alle famiglie e 1,8 miliardi di Ires alle imprese. Ai titolari di partita Iva sono stati inoltre riconosciuti oltre 20,8 miliardi di rimborsi Iva, con un impatto diretto sulla liquidità e sui consumi.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica