"È un carosello di fake news. E questo mi amareggia e mi preoccupa - spiega al Giornale il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara - perché così si confondono i cittadini".
A che cosa si riferisce, ministro?
"Purtroppo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Leggo che con la riforma della giustizia solo i ricchi potranno difendersi, perché adesso il pm non sarà più obbligato a cercare anche le prove a favore dell'indagato".
E non è così?
"No, il pm continuerà a fare il pm, i suoi poteri rimarranno gli stessi".
Più di un magistrato sostiene che la lotta alla mafia e alla camorra perderà forza.
"Ma quando mai, così si crea confusione, anzi si intossica l'opinione pubblica con argomenti suggestivi ma che non hanno nulla a che fare con la realtà. Tutto questo è sconfortante"
Avremo il super pm?
"Altra bufala. Fra l'altro questi opinionisti dicono una cosa e poi subito dopo il contrario esatto. Un giorno il pm finisce schiacciato sotto il tallone dell'esecutivo, il giorno dopo si gonfia e diventa il super pm. Si ripete come un mantra che il pm diventerà un funzionario nelle mani del Viminale ma questo non è scritto da nessuna parte. Le garanzie restano quelle di prima. Piuttosto si dovrebbe capire lo spirito della riforma".
E quale è lo spirito?
"Nel 1999 con un voto bipartisan è stato introdotto in Costituzione il giusto processo. Un passaggio storico, che ora viene completato con la riforma. Se il giudice è terzo e imparziale, allora il pm deve trovare una collocazione adeguata. Ecco la separazione delle carriere, peraltro in linea con la riforma del codice di procedura penale varata nel 1989 su input del partigiano socialista Giuliano Vassalli. Capisce?".
Ha torto Gratteri quando dice che massoni, ladri e farabutti voteranno sì al referendum?
"Gratteri si è reso protagonista di un colossale, involontario spot a favore del Sì. Sul punto non c'è altro da aggiungere".
La riforma non favorisce insomma imbroglioni e criminali?
"La riforma è perfettamente allineata con la riforma Vassalli del codice di procedura penale. Una riforma liberale, equilibrata, al servizio del cittadino e della giustizia. Tutte le parti potranno far valere fino le proprie ragioni, nel duello fra accusa e difesa".
L'Anm dice che le funzioni sono già separate. E dunque la riforma sarebbe inutile.
"Altra, ennesima variazione sul tema: il punto non è questo. Il vero problema è che se nell'organo che decide la carriera, gli spostamenti, i procedimenti disciplinari di un giudice stanno anche i pm, il rischio di condizionamento è sempre possibile. Per questo è fondamentale avere due organi separati e dunque due carriere separate".
I pm da una parte, i giudici dall'altra?
"Sì e poi un'altra cosa importante: il merito e lo stop al governo delle correnti".
In che senso?
"Le vicende della magistratura italiana in questi decenni sono state caratterizzate dal sistema delle correnti, in alcuni casi politicamente orientate. La carriera dei magistrati è spesso dipesa dalla appartenenza a questa o a quella corrente politicizzata. Un meccanismo che non esiste in nessun Paese democratico e liberale. Un sistema che tradisce la volontà dei Costituenti che fra l'altro all'articolo 98 della nostra Carta erano arrivati a prevedere la possibilità di impedire ai magistrati l'iscrizione a partiti politici proprio perché pm e giudici non avessero nell'esercizio delle loro funzioni alcun condizionamento politico. Eliminare le correnti significa rimettere al centro un criterio meritocratico, e soprattutto significa ridare autorevolezza e prestigio ai magistrati liberandoli da una cappa che molti di loro considerano non più tollerabile"
Lei è per il sorteggio?
"È la soluzione più efficace per sbaraccare le
correnti: davanti al sorteggio sono infatti impotenti. Perdono possibilità di manovra. Il Sì al referendum è una grande occasione per voltare pagina e per garantire una giustizia efficiente, trasparente e realmente indipendente".