In Campania vota uno su due: avanti l'impresentabile De Luca

Il candidato piddì è in testa con il 39,78% davanti a Caldoro con il 38%. Ma ora dovrà fare i conti con la legge Severino

Vincenzo De Luca è in vantaggio in Campania con il 39,78% e sembra avviarsi alla rivincita su Stefano Caldoro, governatore uscente, fermo al 38%, e sulla coalizione di centrodestra da lui guidata, orfana di parte dell’Udc. Alle spalle di De Luca e Caldoro, che hanno ripetuto il duello delle regionali di cinque anni fa, ma questa volta con esisto opposto, la candidata del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambrino, al 18,86%. Questo risultato segna l’ingresso, per la prima volta, dei grillini nel Consiglio Regionale della Campania. Il balzo in avanti dei pentastellati in Campania è enorme: cinque anni fa, il Movimento di Grillo, con il candidato Roberto Fico, ora presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, si fermò all’1,35%, schizzato poi al 23,16% alle politiche del 2013.

Sempre forte l’astensione che sfiora ma non batte il record delle Europee del 2014, quando al voto si presentò il 51,1% degli aventi diritto. Alle urne è andato il 51,9% degli elettori, ben undici punti al di sotto delle regionali del 2010 (62,96%). Dopo le prime proiezioni sui risultati elettorali per la Campania, dal comitato elettorale di Stefano Caldoro si invitava "alla prudenza"mentre al comitato di De Luca, alla lettura dei primi dati, c’è stato un lungo applauso. "I dati delle proiezioni - si dice dal Comitato elettorale di Caldoro - non corrispondono a quelli che arrivano dal territorio e parliamo al momento di una decina di sezioni. Sarebbe meglio aspettare i dati ufficiali del Viminale". Per l’eurodeputato Andrea Cozzolino, che ha sfidato de Luca alle primarie ed è stato sconfitto, si va, invece, "verso un risultato estremamente positivo che era atteso per come abbiamo dialogato con i cittadini in campagna elettorale".

La "rivincita" di De Luca su Caldoro sembra tale da far dimenticare i veleni e le violenti polemiche di una campagna elettorale senza precedenti in Campania, nella quale l’ex sindaco di Salerno, vincitore di tormentate primarie del centrosinistra (svoltesi dopo ben tre rinvii), ha fronteggiato i dubbi legati alla legge Severino, prima, e l’inserimento del suo nome nella lista dei cosiddetti «impresentabili» della Commissione Antimafia, poi. Un inserimento, a giudizio del deputato campano del Psi, Marco Di Lello, che non ha danneggiato lo stesse De Luca. L’ex sindaco di Salerno, che negli ultimi giorni di campagna elettorale ha visto arrivare in Campania Matteo Renzi, ministri e vertici del Pd a sostenere la sua candidatura, sembra aver convinto gli elettori che è nelle condizioni di governare la Campania e di superare i rischi di sospensione della legge Severino, nonostante la Cassazione abbia deciso mercoledì scorso che devono essere i giudici ordinari e non il Tar a pronunciarsi sulla sua richiesta di reinsediamento a Palazzo Santa Lucia, dopo l’eventuale sospensione. E forse anche sulla vicenda degli impresentabili De Luca è riuscito nell’operazione di convincimento dell’elettorato. "Mi ha fatto guadagnare centomila voti", ha detto alla Bindi dopo aver saputo di essere nell’elenco dell’Antimafia.

Commenti
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stenos

Lun, 01/06/2015 - 07:57

Figuriamoci se in Campania non votano per un pregiudicato.

amedeov

Lun, 01/06/2015 - 08:21

Ora vediamo se la legge è uguale per tutti oppure vale solo per berlusconi

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Lun, 01/06/2015 - 08:24

Ma De Luca non era fra gli IMPRESENTABILI ??? Certo che la cosa non finirà quì,ma il semplice fatto di averlo votato significa che la legge si legge in due modi,di destra o di sinistra.Per qualcuno vale per altri no.Grande ITAGLIA.

denteavvelenato

Lun, 01/06/2015 - 08:27

Vota uno su due, sempre troppi, anche se il discorso dovrebbe valere (se aveste un minimo di coerenza) anche per le altre regioni, ad esempio la Liguria