Il campo largo di Letta con i 5s "naufraga" a Cattolica

Il candidato grillino uscente cerca voti dal centrodestra. E i sindaci incalzano il segretario

Il campo largo di Letta con i 5s "naufraga" a Cattolica

Enrico Letta scrive la «letterina» ai militanti del Pd in vista dei ballottaggi. Ma nel frattempo, in casa Pd scoppia il caso Cattolica: nella città della riviera romagnola il sindaco uscente del M5S Mariano Gennari - in un'intervista all'Adnkronos - lancia un appello agli elettori del centrodestra per fare fronte comune contro la candidata del centrosinistra (sostenuta da Letta) Franca Foronchi: Ho dedicato cinque anni alla mia città, credo di aver fatto le cose per bene. A questo punto mi arrogo il diritto di provarle tutte in questo ballottaggio, dove la mia avversaria ha preso il 48,8%. Io con la mia coalizione e il centrodestra con la sua, abbiamo più voti della candidata del centrosinistra».

Da un lato il segretario del Pd prova ad allargare il campo, dall'altro gli alleati grillini lavorano per restringerlo.

E intanto al Nazareno il partito dei sindaci esce allo scoperto: «Il centrosinistra vince grazie ai suoi sindaci, questo è il dato che emerge dal voto, sindaci che sono la vera energia. Per questo credo che Letta oggi abbia una grande opportunità. Dopo i ballottaggi avrà una grande opportunità: se diventerà il Coach di una squadra di sindaci, credibili, che hanno dimostrato ancora una volta di rappresentare i cittadini molto di più di correnti spesso e volentieri asfittiche e personali nei territori, questa può diventare la carta vincente per vincere le prossime elezioni politiche. I sindaci possono aiutare Letta anche ad aprire il partito, e a far partire una fase nuova del Pd», scrive sull'Huffpost Matteo Ricci, primo cittadino dem di Pesaro. Ecco un'altra spina nel fianco del segretario: la pattuglia dei sindaci scalcia.

Letta però insiste sul campo largo, modello Ulivo: «Abbiamo scelto di privilegiare l'unità. Nel Partito Democratico come nel centrosinistra e, poi, nel Paese. Abbiamo dimostrato che le destre si possono battere: si vince se si allarga la coalizione e si portano avanti proposte concrete, offrendo ai cittadini soluzioni e candidati credibili. Abbiamo reso possibile una vittoria del centrosinistra e del Pd che di fatto rafforza l'Italia intera, perché rafforza il governo Draghi».

Nella letterina il segretario va dritto al cuore del messaggio: la spinta finale per i ballottaggi. «I ballottaggi di domenica 17 e lunedì 18 ottobre, a Roma, Torino, Trieste e negli altri Comuni, saranno una partita nuova: noi amplieremo ancora il campo e sono certo che vinceremo affidandoci agli elettori. Gli chiederemo di fare una scelta chiara, rivolgendoci innanzitutto alle liste a noi più vicine. Il mio compito ora è persuadere che stare insieme è l'unico modo per vincere oggi i ballottaggi e domani le elezioni».

Le elezioni del 3 e 4 ottobre - secondo Letta hanno rimesso in sintonia il Pd e il Paese: «Siamo tornati in sintonia con l'Italia, ma non è sufficiente. Dobbiamo avere la responsabilità e la consapevolezza del fatto che i problemi emergeranno di nuovo e il Pd ci sarà tenendo insieme diritti, lavoro e rispetto per l'ambiente. Per questo abbiamo voluto riprendere, subito dopo il voto, gli incontri con le parti sociali in vista della prossima Legge di Bilancio. Il dialogo è fondamentale e abbiamo incontrato i sindacati, le piccole e medie imprese e le associazioni per presentare le nostre priorità e ascoltare i loro suggerimenti». Ora la priorità è rimettere in sintonia la coalizione. Cattolica, Raggi a Roma: il patto Letta-Conte sembra già saltato.

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