In campo pure i vescovi per contestare Bolsonaro (e attaccare Salvini)

Diocesi di Pistoia contro presidente brasiliano e leghista: un'odiosa strumentalizzazione

In campo pure i vescovi per contestare Bolsonaro (e attaccare Salvini)

Continua, tra le polemiche, il tour in Italia del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. All'indomani delle critiche per la cittadinanza onoraria attribuita dal sindaco di Anguillara veneta, vicino alla Lega, e gli scontri avvenuti a Padova, davanti alla Basilica di Sant'Antonio, ieri a Pistoia nuove contestazioni.

E questa volta a criticare la visita del capo di Stato sudamericano al Monumento votivo dei caduti brasiliani durante la seconda guerra mondiale - accompagnato dal leader della Lega Matteo Salvini - è stata la diocesi. «Apprendiamo dalla stampa della visita del senatore Salvini al cimitero di San Rocco in coincidenza con la visita del presidente del Brasile. Riteniamo urgente - si legge in una nota - sottolineare che i palcoscenici di eventuali incontri di natura istituzionale, politica o personale sono da destinarsi ad altri momenti ed altri luoghi che nulla hanno a che fare con questo solenne momento di raccoglimento che, purtroppo, sta perdendo il vero significato, in luogo dell'ennesima esasperazione politico-mediatica».

Il presidente brasiliano arriva in mattinata a Pistoia per partecipare alla commemorazione dei connazionali caduti; ad attenderlo ci sono Salvini e la sottosegretario leghista alla Difesa Stefania Pucciarelli. Mancano il presidente della Regione Eugenio Giani, il sindaco di Fdi, Alessandro Tomasi, mentre a celebrare la cerimonia il vescovo, monsignor Fausto Tardelli, manda il parroco della vicina chiesa.

La diocesi di Pistoia affonda: «Siamo costretti a richiamare tutti a far sì che si torni immediatamente a un clima più adeguato alle solennità e ricorrenze che ci aspettano nei prossimi giorni. Ricordiamo, infine, che la commemorazione dei defunti è una particolare opera di misericordia dei cristiani e non può né deve essere oggetto di odiose strumentalizzazioni da parte di qualsiasi parte politica».

Bolsonaro tende la mano all'Italia amica. «Nonostante ci separi l'Oceano Atlantico - dice - siamo più vicini che mai, noi siamo fratelli. È un onore essere qui per la prima volta in questo sacrario per commemorare tutte le persone che hanno lottato per ciò che più è importante per noi, la nostra libertà». «C'è chi riesce a fare polemica sui caduti in guerra», lamenta Salvini.

«Bolsonaro è il presidente eletto di una Repubblica amica, venuto qui oggi a ricordare migliaia di soldati che hanno combattuto per liberare l'Italia dalla dittatura nazifascista. È surreale che venga contestato. Le polemiche sono incredibili».

«Se avessimo dovuto aspettare le decisioni dei presidenti di sinistra, alcuni terroristi italiani sarebbero ancora liberi in Brasile, in spiaggia a prendere il sole. Per questo devo ringraziare Bolsonaro», aggiunge poi Salvini con riferimento al ruolo del presidente brasiliano nell'estradizione dell'ex terrorista Cesare Battisti, condannati all'ergastolo in Italia per quattro omicidi durante gli Anni di piombo.

Al termine della cerimonia Bolsonaro e Salvini si sono fermati a parlare per qualche istante. «I due leader hanno avuto modo di condividere lo sdegno per la protesta di una sinistra che sa solo insultare e attaccare - viene riferito dai leghisti - anche quando si vanno a commemorare le vittime del nazifascismo». Bolsonaro ha concluso la sua visita lampo in Toscana facendo tappa al complesso monumentale di piazza dei Miracoli a Pisa soffermandosi per alcune foto ricordo sotto la Torre perdente e davanti al Duomo.

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