Al cane antidroga omaggio anche degli spacciatori

Muore il pastore tedesco Rocky: in un biglietto il cordoglio dei suoi nemici. Con tanto di «firma»

Si inchinano persino i suoi nemici. In fin dei conti era lui a dar loro senso, perché correre senza essere inseguiti è bollire l'acqua senza avere la pasta. Il cane poliziotto e gli spacciatori. L'hashish e la puzza di paura. Quando fuggivano, lasciavano l'aria firmata e Rocky riconosceva la firma. Era il nemico. Ma il nemico leale e per i leali ci vuole rispetto. Per questo ieri, a due giorni dalla sua scomparsa, a piangerlo non era solo la polizia del dipartimento antidroga di Vicenza, ma anche gli spacciatori della zona. Con un biglietto fatto reperire ieri alle sette del mattino vicino al garage del comando di polizia locale Nordest Vicentino, a Thiene, in provincia di Vicenza, gli spacciatori si sono simbolicamente inchinati al loro grande antagonista. Gli hanno reso omaggio con poche parole e l'inequivocabile firma: un sacchettino con Marijuana e Hashish. A comprova della loro identità, perché ci tenevano ad essere proprio loro a salutare Rocky, i destinatari dei suoi frequenti, meticolosi controlli. Rocky era un bellissimo pastore tedesco di tre anni morto qualche giorno fa per una torsione allo stomaco.

E volevano piangerlo anche loro, riconoscergli l'onore che meritava: «Saremo criminali, spacciatori, delinquenti, ma anche noi abbiamo sentimenti. Un cane non può avere alcuna colpa e quello che è successo dispiace pure a noi. Magari avete pensato che avessimo stappato una bottiglia ma non è così. Ciao Agenti, Buona Caccia. Ciao Rocky». Questo il testo del biglietto ritrovato dagli agenti. Di mettere d'accordo tutti, di fermare i giochi, di guardare oltre la tirannia delle proprie regole (qualsiasi esse siano) e, di farsi riconoscere il merito, indipendentemente dalle idee, è stato in grado solo qualche grande della storia. E adesso un cane. Il cane per eccellenza. Perché questo sono i pastori tedeschi. E un pastore tedesco poliziotto è perfino di più: è di certo un gran brav'uomo.

Inconsapevole, solido e fiducioso, ti apre la strada e ti copre le spalle. E butta il corpo avanti, a coprire e a rischiare. Ti segue, ma lascia che ti appoggi e sente e fiuta, con le narici dilatate dalla convinzione di ciò che sta facendo, perché è il suo padrone a chiederglielo e allora sarà giusto così. È di sicuro giusto così.

I leali, si diceva. Hanno dentro una diga morale e irradiano luce. Sono leader involontari: il tipo migliore. Come i grandi della storia e come i cani tutti, qualcuno perfino più di altri. Per questo hanno reso omaggio a Rocky sia «le guardie», sia «i ladri»: nessuno poteva evitare di lustrargli le medaglie: gli amati amici e gli ammirati nemici.

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