Cara di Mineo, garantiti posti di lavoro ai parenti coi soldi per i clandestini

Dalla sagra del carciofo all'assunzione del politico trombato: scoppia lo scandalo parentopoli in Sicilia

Cara di Mineo, garantiti posti di lavoro ai parenti coi soldi per i clandestini

Non soltanto le gare d’appalto, ma anche le assunzioni nel Cara di Mineo e nei Sistemi di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). L'inchiesta aperta dalla procura di Caltagirone mira a far luce sul presunto scandalo "parentopoli" che ha travolto i centri di accoglienza per gli immigrati e che rischia di coinvolgere ben nove Comuni del Catanese. Una torta che vale circa 97 milioni di euro.

Al centro delle indagini un migliaio di posti di lavoro al Cara di Mineo e negli Spar che, come ricostruito dal quotidiano La Sicilia, fanno emergere una rete di presunti collegamenti familiari o di comunanza politica o sindacale. Tra gli assunti ci sarebbero parenti di amministratori, consiglieri comunali o candidati non eletti o rimasti disoccupati. Comuni che userebbero anche contributi ricevuti dal Consorzio Terra d’accoglienza iniziative collaterali come feste locali, spettacoli, mercatini, sagre e illuminazioni. L'inchiesta è senza indagati, aperta allo stato "contro ignoti". Il fascicolo è avviato da tempo dagli uffici diretti dal procuratore Giuseppe Verzera, ma è ancora nella fase conoscitiva. Al suo interno sono confluiti esposti e denunce, ma anche documenti fatti acquisire dalla procura che ha delegato le indagini alla polizia di Stato.

Il Cara di Mineo è la centro di altre due inchieste aperte dalla Procura di Caltagirone e da quella Distrettuale di Catania anche sull’assegnazione degli appalti per la sua gestione. In uno di questi, antecedente all’ultimo di 97 milioni di euro, sarebbe indagato, per turbativa d’asta e abuso d’ufficio, anche il sottosegretario all’Agricoltura e leader del Ncd in Sicilia, Giuseppe Castiglione.