"Le polemiche rispetto alla legittimità dell'intervento americano mi sembrano pretestuose. L'invalidità dell'ultimo risultato elettorale è riconosciuta a livello internazionale e l'opposizione venezuelana ha chiesto da tempo un intervento degli Usa, per i quali Maduro è un criminale ricercato secondo le leggi americane antidroga". Dario Peirone , direttore Generale dell'Istituto Milton Friedman che pochi mesi fa ha assegnato al presidente eletto del Venezuela, Edmundo González Urrutia il Premio Friedman 2025, commenta così il rovesciamento di Maduro.
Era, dunque, inevitabile la caduta del regime?
"Sì, inoltre, sembra che non si tratti di un'invasione ma di un'operazione mirata, che lascia comunque al Venezuela la possibilità di costruire la sua traiettoria verso il cambio di regime".
Si dice che il Venezuela sia al collasso economico. Da economista, conferma questa analisi?
"Dal punto di vista economico, il Venezuela ha rappresentato uno dei casi più emblematici di applicazione di un modello economico socialista, promosso prima da Chávez e poi da Maduro. Negli ultimi 20 anni il Pil reale del Venezuela ha subito un crollo superiore al 70%, impressionante specialmente considerando che è uno dei Paesi più ricchi al mondo per materie prime".
Qual è la situazione dei nostri connazionali?
"Si stima che migliaia di persone siano in carcere come oppositori politici, tra cui più di 10 italiani. Il caso più eclatante è Alberto Trentini, cooperante arrestato nel 2024 per il quale si è mosso subito il governo Meloni e che ora speriamo possa essere presto liberato".
Quali sono i rapporti tra Italia e Venezuela?
"L'approccio italiano dell'ultimo governo è stato equilibrato, rispetto a quelli precedenti perché ha mantenuto rapporti diplomatici tenendo comunque ferma la condanna per violazione dei diritti umani e dei brogli elettorali. Il governo Meloni è rimasto un punto di riferimento per la comunità di origine italiana in Venezuela, che rappresenta una delle comunità più importanti del Paese, sia dal punto di vista politico che economico".
E, dal punto di vista economico?
"L'interscambio commerciale con l'Italia è diminuito di oltre l'80% dal 2012 ad oggi, ma esiste ancora, anche grazie alla terza comunità italiana del Sud America. L'Italia esporta in Venezuela principalmente macchinari industriali e prodotti alimentari e l'Eni è ancora presente nelle difficili attività di estrazione (più del gas che del petrolio)".
Il prossimo futuro?
"Il ritorno di un Venezuela democratico sullo scacchiere internazionale avrebbe conseguenze molto positive sull'economia mondiale.
Non possiamo che augurarci che avvenga quanto prima il ritorno in patria, in maniera sicura, del presidente Gonzalez e del premio Nobel Maria Corina Machado. Questo sarebbe un segnale importante per tutto il Sudamerica, ma direi a livello globale".