Leggi il settimanale

In caso di furto la colpa sarà dei giornalisti...

Lo scooppone, partorito grazie alla generosità di solerti dipendenti del museo, descrive un polo museale in tormento a fronte dell'attacco all'intero sistema informatico con furto di codici d'accesso, password, mappe interne, uscite di servizio, telecamere che darebbe ai malviventi l'occasione di agire indisturbati come fossero a casa loro

In caso di furto la colpa sarà dei giornalisti...
00:00 00:00

Ieri il direttore degli Uffizi era davvero furibondo. La sua collera concentrata sul giornalista che la sera prima, per l'esattezza alle 20.44 quando la pasta era già calata, l'aveva chiamato per un commento su "al Louvre i ladri con meno informazioni hanno impiegato 7 minuti ad agire, quanto ci vorrà per rubare agli Uffizi dopo l'hackeraggio pesantissimo subito a fine gennaio?". Che domanda singolare da fare al direttore di uno dei più importanti musei del mondo, all'ora di cena poi. Fatto sta che il Verde, innervosito dall'impertinenza del menagramo, non ha commentato e lo scoop, peraltro già pronto e impaginato, è uscito. Lo scooppone, partorito grazie alla generosità di solerti dipendenti del museo, descrive un polo museale in tormento a fronte dell'attacco all'intero sistema informatico con furto di codici d'accesso, password, mappe interne, uscite di servizio, telecamere che darebbe ai malviventi l'occasione di agire indisturbati come fossero a casa loro. Un disastro. Difatti, desume il cronista, i gioielli più pregiati sono stati trasferiti in tutta fretta nel caveau della Banca d'Italia, nel museo sono spuntati muri misteriosi, le telecamere sostituite, ai dipendenti intimato il massimo riserbo sulla vicenda. Neppure il tempo che il giornale dello scoop diventasse carta buona per pulire i vetri che il fulmineo Pd aveva già presentato un'interrogazione "ministro Giuli riferisca con urgenza in Parlamento per fare piena luce!". E il fiorentino doc Matteo Renzi, anche se è di Rignano, "gli hacker son dentro gli Uffizi e il ministro che fa? suona il flauto in onore del dio Pan?". Di certo il flauto non lo suona il direttore Verde, che all'uscita dello scoop ha piuttosto fatto suonare la sua campana: gran parte delle informazioni riportate sarebbero speculazioni prive di fondamento e basate su pettegolezzi. Lo sgombero dei gioielli dovuto all'avvio di un cantiere, nessuna password è stata rubata, la sostituzione delle telecamere programmata, i muri sono anti-incendio, l'idea di un archivio fotografico rubato in tempi di patrimonio digitale fa ridere.

Per concludere caustico "la mia principale preoccupazione ora non è l'attacco hacker, che non ha provocato danni gravi, ma il clima di dileggio che potrebbe far venire idee malsane a qualche avventato criminale, innescando profezie funeste che potrebbero autoavverarsi". Speriamo di no, direttore. Buon lavoro.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica