Caso Ong, lite Alfano-Orlando E Grasso dà lezioni a Di Maio

Veleno tra il Guardasigilli («Sei distratto») e il ministro degli Esteri («Tu assente»). Gentiloni cerca di mediare

Caso Ong, lite Alfano-Orlando E Grasso dà lezioni a Di Maio

Duro così non si era mai sentito. «Io do cento per cento di ragione a Zuccaro perché ha posto una questione vera e quelli che si indignano a comando sono degli ipocriti, dei sepolcri imbiancati. Se i magistrati dicono delle cose che a loro piacciono, allora possono parlare. Se non piacciono, devono stare zitti». Insomma, dice Angelino Alfano, «occorre andare fino in fondo, capire come fanno alcune Ong, non tutte, a spendere tutti questi soldi solo con i finanziamenti dei sostenitori». Durissimo e pieno di quid, ma nemmeno Andrea Orlando è in vena di tenerezze: «Se pensa che Zuccaro ha ragione, perché non se n’è accorto quando faceva il ministro degli Interni? Probabilmente era distratto». Ed ecco la controreplica di Alfano: «Ho fatto la dichiarazione che avrebbe dovuto fare il Guardasigilli se non fosse assente da via Arenula. Evidentemente è in campagna elettorale permanente».

Magari non cadrà il governo, non sarà questo l’incidente che, dicono, Matteo Renzi sta cercando per andare al voto, però lo scontro nella maggioranza è davvero aspro. Il caso Zuccaro è diventato il caso Alfano: che c’è dietro lo scarto di Angelino, cosa lo ha spinto a un’insolita convergenza parallela con M5S? Una rivendicazione politica? Una ricerca di spazio? Un braccio di ferro sulla riforma elettorale? Luigi Di Maio ricorda che il procuratore di Catania sta indagando pure sul Cara di Mineo, «serbatoio di voti dei partiti siciliani e non solo».

In questo quadro, Paolo Gentiloni cerca un difficile punto di equilibrio: rispetto per la magistratura ma difesa delle Ong. «Penso che dobbiamo essere grati al lavoro delle organizzazioni nel Mediterraneo, senza il volontariato l’Italia sarebbe più povera». Però, aggiunge, «se poi ci sono delle informazioni specifiche, credibili e attendibili non sarà certo il governo a contrastarle». Dunque, conclude il premier, distinguiamo: «Ci sono traffici? La magistratura indagherà. Ci sono volontari che salvano vite umane? Benvenuti».

Per Renzi «la questione è diventata oggetto di uno scontro ideologico perché Di Maio e Salvini - che sono assolutamente identici su queste posizioni - hanno attaccato le Ong: noi siamo dalla parte di chi costantemente lavora per la legalità e quindi, se ci sono delle prove, noi siamo per i giudici». Ma senza generalizzare: «Un politico serio cerca di risolvere il problema non di alimentare la paura. Se c’è un problema su qualche Ong si risolve il problema con quella Ong ma non si spara nel mucchio per prendere i voti».

E mentre Orlando invita la procura «a far parlare atti giudiziari», Di Maio accusa il governo «di aver lanciato una crociata contro Zuccaro facendosi spalleggiare dai presidenti delle Camere, che dovrebbero essere al di sopra delle parti e non partecipare alla fiera dell’ipocrisia». Piero Grasso gli risponde su Facebook: «Caro Luigi, sei giovane, ma ricordati che a tutte le età si può imparare. Hai già dimostrato di avere grosse lacune, in storia, geografia e diritto. Qualche lezione ti sarebbe utile».

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