Casse M5s vuote. Conte senza soldi spera nel 2xmille

Casse M5s vuote. Conte senza soldi spera nel 2xmille

Da Beppe Grillo a Giuseppe Conte, ora il Movimento dei francescani ha bisogno di soldi. Molti dei problemi che bloccano la rifondazione ruotano intorno alla cassa. L'avvocato di Volturara ha scoperto che il forziere è vuoto. Da qui lo stallo sui debiti di Rousseau. Da qui l'esigenza di un nuovo regolamento per le rendicontazioni dei parlamentari. Proprio un deputato ce la racconta così: «Certo che il problema sono i soldi, altrimenti come te lo spieghi che ci hanno chiesto mille euro al mese senza spiegarci nemmeno il progetto». Si riferisce alle nuove regole per i bonifici. Con un contributo fisso minimo di mille euro al mese da destinare al partito. Un M5s che diventerà sempre più simile alle forze politiche tradizionali. Conte sta pensando anche a una sede nel centro di Roma. Il contributo degli eletti servirà in parte a pagare l'affitto. Ma c'è il rischio che non basti. Infatti bisognerà corrispondere le parcelle alla «società esterna» che gestirà la nuova piattaforma online. Senza dimenticare che Rousseau copriva le spese legali per il capo politico e il Garante Grillo. Dopo il divorzio con Davide Casaleggio toccherà provvedere pure a quello.

Conte negli scorsi giorni ha promesso al guru di ripagare tutti i debiti. Rousseau li ha calcolati in 450mila euro dovuti per i mancati versamenti dei parlamentari alla piattaforma. Invece per il M5s la cifra è inferiore, dal momento che il nuovo leader non vuole sobbarcarsi le quote dovute da chi ha lasciato o è stato espulso. Importo a parte, per i Cinque Stelle, al momento, è difficile recuperare il gruzzolo per Casaleggio. Impossibile ricorrere ai fondi che giacciono sul vecchio conto delle restituzioni (circa 7 milioni di euro). Vietato utilizzare i contributi percepiti dai gruppi parlamentari di Camera e Senato. Che comunque saranno sempre meno, considerate le numerose defezioni subite in Parlamento. Il 22 febbraio Il Giornale ha calcolato che i gruppi di Montecitorio e Palazzo Madama riceveranno circa 4 milioni di euro in meno rispetto all'ultimo contributo incassato. Meno entrate e più spese per il Movimento di Conte.

Perciò è in corso un braccio di ferro tra Grillo e l'ex premier sulla possibilità di usufruire del 2x1000, come fanno tutti gli altri partiti. Il fondatore si è opposto in nome del simulacro del francescanesimo delle origini. Eppure il rifondatore da qualche parte dovrà trovare i soldi per far partire la macchina del nuovo M5s.