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La cautela dei leader sulla mossa di Trump. "Noi restiamo vigili" (e Ursula la scampa)

Prove di unità, il Consiglio tiene il punto sulla sovranità. "Ma dialogo con gli Usa"

La cautela dei leader sulla mossa di Trump. "Noi restiamo vigili" (e Ursula la scampa)
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Un messaggio di cordoglio al primo ministro spagnolo Sánchez per le vittime dei tragici incidenti ferroviari in Spagna. Minuto di silenzio. Poi le discussioni al tavolo del Consiglio europeo informale convocato per affrontare le minacce di Trump (schivate alla vigilia del vertice) su dazi aggiuntivi. Il presidente Usa ha tirato il freno a mano a ventiquattro ore della riunione straordinaria dei 27 a Bruxelles dopo il colloquio con il segretario generale della Nato Rutte. Niente nuove tariffe per gli 8 Paesi che hanno inviato mini-contingenti in Groenlandia ed anzi un possibile accordo all'orizzonte, ma "nel quadro della nostra sovranità", dice interlocutoria la premier danese Frederiksen. È dunque un vertice europeo con sollievo. Ma con la guardia sempre alta.

Se infatti il premier polacco Tusk definisce "naturale" la leadership degli Usa, il che è "ok", c'è differenza tra leadership e "dominio". Il presidente francese Macron invita a restare "vigili" puntando sull'obiettivo di tenere unita l'Europa che così può "farsi rispettare". Secondo l'Eliseo la deterrenza "funziona" e lo dimostrerebbe il dietrofront di Trump. Ma il pressing Usa resta pervicace, tanto che ieri pomeriggio è intervenuto l'ambasciatore americano presso l'Ue, Andy Puzder, chiedendo che l'Eurocamera approvi in fretta l'accordo sui dazi; quello siglato in Scozia e che Trump aveva messo in discussione ipotizzando nuove tariffe per gli 8 interventisti a protezione dell'isola artica. Per il premier finlandese Oppo, "ora è importante negoziare, ma al tavolo con tutti gli strumenti che abbiamo come Ue, pronti a usarli". Tra questi, l'anti-coercizione, il "bazooka commerciale" per ora riposto in fondina.

Il cancelliere tedesco Merz ha avuto un bilaterale sia con Meloni sia con Macron per imprimere un boost continentale ad una Ue criticata ieri anche da Zelensky. Merz vede due obiettivi urgenti: "Difenderci autonomamente e un'economia competitiva". Per ora i 27 sono pronti a rafforzare la sicurezza dell'Artico. C'è spazio per un "compromesso ragionevole", è la valutazione del premier greco Mitsotakis. Che rispetti pienamente la sovranità della Danimarca e della Groenlandia. E da Davos arriva l'ipotesi di un'isola "alla cipriota": sovranità statunitense solo sulle basi militari.

Resta il tema delle ingerenze del Trump II: anche nella discussione sul Board of Peace per Gaza. Dopo il no francese a farne parte, si è parlato di una presenza unica dei 27 nel Consiglio.

Quanto all'Ucraina, l'Ue ha stanziato i primi 10 milioni di euro per un nuovo Tribunale speciale che dovrà perseguire i funzionari russi per il ruolo svolto nell'invasione. Ne ha dato notizia l'Alto rappresentante Ue, Kallas. Dopo il dietrofront trumpiano sui dazi, "tutti siamo sollevati", ha chiarito. Cambio di agenda dunque conseguente che ha fatto salire il dossier Mercosur. A Strasburgo, la presidente della Commissione europea ieri è infatti sopravvissuta alla quarta sfiducia dal luglio scorso, presentata dai Patrioti al Parlamento europeo e firmata pure da membri dei Conservatori e Riformisti. Alla mozione è mancata la maggioranza dei due terzi (480) necessaria per estromettere l'intera squadra di Von der Leyen per aver firmato l'accordo tra l'Ue e 4 Paesi: Uruguay, Paraguay, Argentina, Brasile. Insufficienti i 165 sì; 390 i no, dieci astensioni. La ratifica non potrà comuqnue essere votata dall'Eurocamera finché la Corte di Giustizia non si esprimerà sul ricorso. Serve un anno e mezzo, forse due.

Al Consiglio europeo, la presidente dell'Eurocamera Metsola ha spiegato che tra le idee percorribili ci sarebbe l'applicazione dell'accordo commerciale in via provvisoria, principale "opzione sul tavolo". Richiesta tedesca. Macron si oppone.

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