Il Cav: "Affiancare all'euro una moneta nazionale"

Ecco il piano per ridare all'Italia una propria moneta nazionale: "Sarà il mercato a dire quanto vale rispetto all’euro"

Il Cav: "Affiancare all'euro una moneta nazionale"

Nella due giorni del "No tax day", Silvio Berlusconi fissa i paletti per rilanciare il Paese. Rilancio che dovrà inevitabilmente passare attraverso la sovranità monetaria. Fino a oggi, l'euro non ha fatto altro che danni. Così, intervenendo telefonicamente alla manifestazione di Roma, il leader di Forza Italia ha insistito sulla necessità che l’Italia si doti di una propria moneta. "Servono due monete - ha spiegato - serve l’emissione di una moneta nazionale". Sa bene che potranno esserci resistenze, soprattutto tra i burocrati di Bruxelles e gli economisti progressisti, tutti fermamente convinti che toccare la moneta unica sia "un sacrilegio": "Ma non è vero - mette in chiaro il Cavaliere - si può fare perché sarà il mercato a dire quanto vale rispetto all’euro".

Come già all'appuntamento in piazza a Milano, anche oggi Berlusconi ha puntato il dito contro i veri responsabili dell'imponente crisi economica che dal 2008 azzoppa il Paese. Se a Bruxelles vanno imputate scellerate politiche che con la difesa a oltranza della moneta unica e dell'austerity hanno impoverito i Paesi dell'Eurozona, a Roma sul banco degli imputati finiscono gli ultimi tre governi che, guarda caso, non sono stati nemmeno eletti dagli italiani. "Il Pd ha portato al governo dei 'maghi che hanno fatto solo promesse - ha denunciato il Cavaliere - ma agli italiani sono arrivate solo nuove tasse e la disoccupazione è in crescita, specialmente quella giovanile". Sarà, infatti, un magro Natale per la maggior parte degli italiani: la pressione fiscale è aumentata del 40% mentre i consumi sono diminuiti del 13%. "Non possiamo andare avanti così - ha continuato - ma non dobbiamo rassegnarci: dobbiamo parlare a tutti gli italiani e ai nostri elettori sfiduciati". Ripartire, quindi, da Forza Italia con Silvio Berlusconi leader. Perché, come spiega lo stesso Berlusconi, "Forza Italia equivale a dire meno tasse".

La ricetta del Cavaliere è andare a tagliare la pressione fiscale riducendo il costo della macchina dello stato. Das qui l'idea di applicre una flat tax al 20% per tutti. "Che significa meno tasse per famiglie, nessuna tasse sulla prima casa, zona franca sino a 13mila euro per ogni famiglia, cancellare le imposte sulle donazioni e sulle successioni". Meno tasse per gli anziani, medicina sociale, pensioni minime innalzate a 1000 euro al mese per tredici mensilità: promesse realizzate dai governo del Pdl. "Noi - ha concluso il leader di Forza Italia - siamo credibili, perché tutte queste cose le abbiamo già fatte quando eravamo al governo. Dobbiamo puntare su questo, sulla nostra credibilità". Perché le elezioni sono alle porte. Berlusconi è, infatti, convinto che Matteo Renzi non è destinato ad andare avanti troppo a lungo. "Siamo già in campagna elettorale...".

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