"Celebrate il Natale a scuola". È già scontro sul presepe

Lettera dell'assessore all'Istruzione per «tenere viva la tradizione». L'accusa: «Propaganda»

Torino - Manca un mese a Natale ma in Regione Piemonte già si preannunciano festività scaldate dalla polemica.

A far sobbalzare le opposizioni della giunta Cirio è la lettera scritta non a Babbo Natale con largo anticipo ma a tutti i dirigenti delle scuole piemontesi per invitarli a celebrare la festività natalizie «per tutelare e mantenere vive l'identità culturale e le tradizioni». A scrivere la missiva è l'assessore regionale all'Istruzione Elena Chiorino di Fratelli d'Italia che chiede ai presidi di istituti di ogni grado «di valorizzare all'interno della scuola ogni iniziativa legata a questa importante Festività, come l'allestimento di presepi o lo svolgimento di recite e canti legati al tema della Natività. La ricorrenza natalizia e le conseguenti tradizioni come il presepe, l'albero di Natale e le recite scolastiche ispirate al tema della natività - prosegue Chiorino - sono parte fondante della nostra identità culturale e delle nostre tradizioni». E come tali, precisa la comunicazione «la Regione Piemonte intende tutelare e mantenere vive», perché al di là del significato del Natale cristiano - scrive ancora l'assessore di Fratelli d'Italia - «va nel senso della valorizzazione delle tradizioni, della cultura e dell'identità del territorio e dei suoi abitanti».

L'assessore mette poi le mani avanti rispetto alle probabili polemiche che questa richiesta potrebbe provocare soprattutto nelle realtà scolastiche con altre presenza di stranieri provenienti da famiglie di religioni e culture diverse da quella cristiana cattolica e così aggiunge: «È evidente che la conoscenza delle nostre tradizioni, scevra da qualsiasi connotazione ideologica, sia un supporto alla piena integrazione per chi proviene da altre realtà».

Dopo la discussione sul crocifisso nell'aula del Consiglio Regionale, il cui via libera definitivo è già stato votato e le polemiche per la frase del ministro dell'istruzione Lorenzo Fioramonti sulla possibilità di rimuovere il simbolo della croce dalla aule scolastiche, il Piemonte a guida centrodestra, rende noto il suo pensiero anche sulla festa più sentita ed attesa dagli italiani.

Un'iniziativa che - come immaginabile - ha fatto scendere le opposizioni sul piede di guerra. «Siamo di fronte a una giunta che utilizza le istituzioni per fini propagandistici e basta - ha ribadito il presidente dei Radicali Italiani Igor Bono -. A proposito di scuola, all'assessore assegno lo zero spaccato in laicità. Spero che le scuole piemontesi sistemino nella raccolta carta questa missiva».

Più possibilista, invece, è Paolo Furia, segretario regionale del Pd: «Fa parte della nostra cultura la celebrazione del Natale, ossia della nascita di Gesù Bambino, che parla di un Dio che era straniero ed è stato accolto».

A difendere la proposta, replicando anche alle critiche, è l'assessore regionale alla Politiche giovanili Fabrizio Ricca (Lega): «Il presepe fa parte delle nostre tradizioni. Troppo spesso il giusto concetto di laicità viene brandito come una scure per silenziare iniziative ritenute scomode da chi confonde volutamente laicità con un aggressivo laicismo di Stato».