Il centrodestra da Mattarella: "No ai voltagabbana, diamo la parola agli italiani"

La delegazione della coalizione a colloquio con il presidente della Repubblica: "Sciogliere le Camere e tornare al voto per avere un governo più forte"

Il centrodestra da Mattarella: "No ai voltagabbana, diamo la parola agli italiani"

Il centrodestra si presenta compatto al primo giro di consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere a gran voce la fine dello scouting di voltagabbana nel palazzo e il ritorno anticipato alle urne. "Abbiamo espresso la preoccupazione per la situazione sanitaria, economica e sociale in cui versa l'Italia, aggravata da un governo incapace e nato da un accordo di Palazzo. Abbiamo confermato la nostra richiesta di valutare l'ipotesi di scioglimento delle Camere e del ricorso ad elezioni, dando vita in breve tempo a un nuovo esecutivo più solido", è stato il commento rilasciato da Matteo Salvini a nome di tutti gli alleati al termine dell'incontro al Colle.

La richiesta delle elezioni nasce dalla necessità di garantire stabilità politica al Paese, dando una risposta immediata alla crisi che si è aperta a causa dei "litigi, delle vanità e degli interessi personali di chi stava al governo": in tal modo sarebbe possibile partorire "un governo coeso con un programma comune condiviso dagli elettori e con una maggioranza forte per affrontare in tempi brevi i gravi problemi della nazione". Qualora lo scenario del voto anticipato dovesse sfumare, i componenti si sono riservati "di valutare con il massimo rispetto ogni decisione che spetta costituzionalmente al capo dello Stato all'esito delle consultazioni in corso".

È stata comunque esclusa categoricamente la possibilità di sostenere una riedizione della stessa maggioranza, "che sta tenendo in ostaggio il Paese da settimane e che sarebbe ancor più debole qualora fosse garantita da singoli voltagabbana". Ribadita infine la totale disponibilità "a collaborare su provvedimenti necessari a salvaguardare gli interessi degli italiani" - dalla gestione dei fondi del Recovery Fund ai ristori passando per il piano vaccini - "come peraltro fatto fino ad oggi e in modo spesso decisivo".

"No a un governo zoppo"

Il colloquio con il capo dello Stato è durato circa 40 minuti: la delegazione era composta per la Lega da Matteo Salvini, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari; per Fratelli d'Italia da Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani; per Forza Italia da Antonio Tajani, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini; per l'Udc da Antonio De Poli; per Idea-Cambiamo! da Giovanni Toti e Gaetano Quagliarello; per Noi per l'Italia da Maurizio Lupi.

"Ormai la crisi la rappresentiamo invece di raccontarla. Diremo 'no' a un governo zoppo", ha dichiarato Giorgia Meloni arrivando al Quirinale in stampelle in seguito a un incidente atletico. L'aveva preceduto Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, che aveva sottolineato come da parte dei giallorossi sia mancata totalmente la volontà di collaborazione con l'opposizione: "Abbiamo dato disponibilità per affrontare i problemi reali e immediati, ma la proposta del presidente Berlusconi è stata sempre rifiutata da Pd e 5 Stelle. Per questo l'unica alternativa rimane il voto".

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