Quando aveva 15 anni, nella primavera del 2024, già pensava al giorno in cui - emulando gli autori del massacro del 1999 alla Columbine High School in Colorado, che considerava eroi - avrebbe fatto una sparatoria a scuola e poi si sarebbe ammazzato. Non sapeva ancora quando e dove, ma nella testa del 17enne di Pescara arrestato ieri prima che passasse all'azione su disposizione della Procura dei minori dell'Aquila il piano era in preparazione. E lo conoscevano anche gli investigatori dell'Arma che lo tenevano sotto controllo da quando mesi fa il suo nome era uscito in un'indagine anti-terrorismo della Dda di Brescia sui gruppi di matrice suprematista e neonazista. Nel tempo i propositi del giovane si erano fatti sempre più concreti ("Quando sarò in quinta replicherò la Columbine"), di pari passo con la ricerca di informazioni su come reperire le armi, fabbricarle con la tecnologia 3D e preparare esplosivi, fino alla scelta dell'obiettivo, comunicata via Whatsapp ad una trentina di altri utenti nell'agosto del 2024: il liceo artistico Misticoni di Pescara. Non la sua scuola, perché Marco (nome di fantasia, ndr) da quest'anno frequentava un istituto superiore ad Umbertide, il piccolo comune umbro dove risiede.
Dopo due anni e mezzo di indagine, i magistrati hanno ritenuto che il livello di pericolosità del 17enne - inserito in una rete virtuale di giovani legati ad ambienti estremisti e suprematisti e attivo su tutte le piattaforme online di haters in cui venivano glorificati gli autori delle stragi - fosse arrivato al punto tale da doverlo fermare. Marco è stato così arrestato e portato in un istituto minorile, accusato di reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Le manette sono scattate solo per lui, ma ci sono altri sette minori indagati nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo, tutti accusati dello stesso reato di propaganda e inseriti in un giro internazionale composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista, particolarmente affascinati dalla violenza e l'estremismo. Le indagini hanno documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram "Werwolf Division", incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della "razza ariana" e sulla costante glorificazione di mass shooters, le stragi di massa, come Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo del 2019 e Anders Behring Breivik, che il 22 novembre 2011 uccise 77 giovani sull'isola di Utøya, in Norvegia. Elevati a "santi" per incentivarne l'emulazione. Il ragazzo era attivo anche su piattaforme maschiliste, dove inneggiava a Filippo Turetta, il killer di Giulia Cecchettin, e a Angelo Izzo, il mostro del Circeo. È emerso inoltre che il 17enne cercava informazioni e divulgava manuali di istruzione per la fabbricazione di ordigni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale sequestrato anche documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose e un vademecum dedicato al sabotaggio di servizi pubblici essenziali. Preoccupanti le informazioni che aveva su come reperire armi, stampare in 3D un fucile semiautomatico in grado di sfuggire al metal detector e preparare del Tatp (perossido di acetone), una sostanza già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la "madre di Satana".
"Questo caso conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente
anche lavorando insieme con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme delle soluzioni, oltre al divieto per i minori", osserva il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.