Chi è Mario Draghi, l'uomo del "Whatever it takes"

In attesa di scoprire se Draghi sarà effettivamente il prossimo premier, è utile ripercorrere le fasi salienti della sua vita

Chi è Mario Draghi, l'uomo del "Whatever it takes"

Mario Draghi è stato convocato al Quirinale da Sergio Mattarella. Quasi sicuramente, l'ex presidente della Banca centrale europea sarà incaricato di provare a formare un governo tecnico. "Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato per domani mattina alle 12 al Quirinale il professor Mario Draghi": è questo il cinguettio apparso poco dopo le 21:30 del 2 febbraio sul profilo ufficiale del Quirinale su Twitter. In attesa di scoprire se Draghi sarà effettivamente il prossimo premier, è utile ripercorrere le fasi salienti della sua vita.

L'inizio e l'ascesa

Mario Draghi nasce a Roma il 3 settembre 1947. Si laurea con l'economista Federico Caffè presso l'università La Sapienza di Roma, per poi ottenere un dottorato in Economia al prestigioso Massachusetts Institute of Technology. Inizia quindi la stagione dell'insegnamento: all'Università di Firenze, Padova, Trento e Venezia. Sempre negli anni '80, Draghi approda nei corridoi ministeriali nella veste di consigliere economico del ministro del Tesoro Giovanni Goria, che lo designa a rappresentare l'Italia negli organi di gestione della Banca mondiale.

Tra il 1984 e il 1990 è Direttore Esecutivo della Banca Mondiale, mentre dal 1991 al 2001 è Direttore Generale del Ministero del Tesoro. Negli stessi anni, come ricorda l'Adnkronos, Draghi è membro del Comitato Monetario della Cee e del G-7 Deputies, nonchè presidente del Comitato di Gestione Sace. Dal '91 al '96 è nel Cda Imi e dal '93 presiede il Comitato per le Privatizzazioni.

Dal '94 al '98 è invece presidente del G-10 Deputies. Nel 2001, Draghi lascia Via XX Settembre e torna ad insegnare negli Stati Uniti. Nel 2002 bisogna registrare il suo ingresso in Goldman Sachs a Londra, di cui ben presto diviene vice presidente per l'Europa. Il 29 dicembre 2005 diventa il nono governatore della Banca d'Italia.

L'arrivo nella Bce

Alla guida di Palazzo Koch, Draghi rimane fino al 31 ottobre 2011. Nell'aprile del 2006 viene eletto Presidente del Financial Stability Forum, divenuto Financial Stability Board dalla primavera del 2009. Dal primo novembre 2011 Draghi assume il timone della Banca centrale europea. A un mese dal suo insediamento a Francoforte, nell'intervento davanti all'Europarlamento chiede ai Paesi dell'UE di recuperare in affidabilità, dichiarando che serve un segnale forte per i mercati.

Il 26 luglio 2012, in un intervento a Londra, annuncia che la Banca centrale europea farà tutto il possibile ("Whatever it takes") per salvare l'Euro. Il 31 dicembre 2012 è stato nominato uomo dell'anno dai quotidiani inglesi Financial Times e The Times, per aver ben gestito la crisi del debito sovrano europeo in un momento molto delicato come l'estate di quell'anno quando la crisi finanziaria stava per contagiare grandi economie, come la spagnola e l'italiana.

Nel gennaio 2015 Draghi lancia l'atteso Quantitative easing, con cui la Banca centrale europea acquista titoli di stato dei paesi dell'Eurozona per 60 miliardi di euro fino al settembre 2016. Il 31 ottobre 2019, con il tradizionale rito di passaggio di consegne a Christine Lagarde, termina ufficialmente il suo mandato di presidente della Bce.