"Chi non crede nella cura cambi lavoro. Il decreto sull'obbligo? Non è chiaro"

Il presidente dei medici: i no vax piccola percentuale ma si intervenga

"Chi non crede nella cura cambi lavoro. Il decreto sull'obbligo? Non è chiaro"

«Non si può essere medici senza credere nei vaccini, è una contraddizione in termini». Secondo Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, «tutte le opinioni vanno rispettate, ma le falsità non possono essere tollerate e vanno confutate attraverso i dati scientifici».

Siete consapevoli dell'esistenza di un movimento no vax fra i medici italiani?

«Conosciamo solo i casi che ci vengono segnalati. Sono molto rari».

Cosa pensa dei gruppi Facebook che invitano i sanitari a disertare la campagna vaccinale?

«Bisogna distinguere fra le semplici opinioni e i comportamenti professionali. Se l'idea di un sanitario si traduce nel rifiuto di sottoporsi all'immunizzazione è giusto intervenire».

Il decreto legge che ha introdotto l'obbligo vaccinale per la categoria è uno strumento adeguato?

«Il decreto non è abbastanza chiaro. Dice che le Regioni sono tenute ad acquisire i codici fiscali degli iscritti agli ordini professionali, per controllare chi di loro sia stato vaccinato. Dopo questa verifica, l'amministrazione deve comunicare ai datori di lavoro eventuali inadempienze. Chi non si sia sottoposto all'immunizzazione ha pochi giorni di tempo per risolvere il problema, nel caso in cui non lo faccia deve essere sospeso».

Dalla sua esperienza diretta ritiene che i medici no vax siano molto numerosi in Italia?

«Siamo in totale circa 460mila, fra medici e odontoiatri. I cosiddetti no vax sono nell'ordine di qualche centinaio. Si tratta quindi di una percentuale trascurabile».

Da quando il decreto è entrato in vigore qualche medico è già stato sospeso per non aver accettato il vaccino?

«Al momento non ci sono casi, ma è troppo presto. La scadenza per inviare gli elenchi degli iscritti alle Regioni era fissata per lo scorso martedì. Adesso le amministrazioni dovranno fare i controlli necessari e poi comunicare gli esisti ai datori di lavori. Ci vorrà ancora qualche giorno per assistere alle prime, eventuali, sospensioni».

Voi cosa state facendo per sensibilizzare la vostra categoria sull'utilità del vaccino anti Covid?

«Siamo ormai quasi tutti i giorni sui giornali per spiegare ai cittadini quanto sia importante la campagna vaccinale per uscire da questa situazione. Ritengo che un medico che non crede nei vaccini sia paragonabile a un ingegnere che non crede nella matematica».

Proprio i vaccini hanno mitigato la mortalità fra i sanitari...

«Prima del loro avvento registravamo una media di 50 o 60 decessi al mese fra i medici. A marzo ne sono venuti a mancare otto, ad aprile nessuno. Stiamo provando sulla nostra pelle quanto questi farmaci funzionino e siano preziosi per fermare la pandemia».

Eppure ci sono medici no vax, come è possibile questo?

«È il prodotto di un fenomeno esploso negli ultimi cinque o sei anni, che ha a che fare con una particolare visione della vita. Le opinioni vanno rispettate in democrazia, le fake news no».

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