La Chiesa non perdona più Tribunale contro i pedofili

Rivoluzione in Vaticano: il Pontefice manderà sotto processo i vescovi che proteggono preti colpevoli di violenze sui minori

Una stretta sulla pedofilia nella Chiesa, ancora più forte, ancora più dirompente del passato, sulla scia di Benedetto XVI. Questa volta nel mirino di Papa Francesco, oltre ai preti pedofili son finiti anche i vescovi accusati di aver coperto abusi, denunciati o colpevoli di «abuso d'ufficio episcopale», un nuovo reato canonico stabilito proprio dal Pontefice. E così per giudicare questi vescovi inadempienti nascerà in Vaticano un nuovo tribunale, all'interno della Congregazione della Dottrina della Fede.

La proposta è arrivata lunedì pomeriggio da parte dalla Pontificia Commissione per la tutela dei minori, organismo istituito proprio da Bergoglio e presieduto dal cardinale americano Sean Patrick O'Malley, arcivescovo di Boston. É stato il porporato a tenere una relazione davanti al «C9», il consiglio di nove cardinali che aiuta il Papa per il governo e la riforma della Curia Romana, riunito in questi giorni proprio in Vaticano alla presenza di Francesco.

Nel corso del suo intervento il frate cappuccino statunitense ha lanciato cinque proposte al Pontefice, tra cui la richiesta precisa che «le denunce contro i vescovi siano prese in carico e valutate da tre specifici dicasteri vaticani (Propaganda Fide, Congregazione per i Vescovi e Congregazione per le Chiese Orientali), che il Santo Padre autorizzi l'istituzione di una nuova Sezione Giudiziaria all'interno della Congregazione della Dottrina della Fede e la nomina di personale stabile che presterà servizio nel Tribunale Apostolico». Oltre a questo, la Commissione per la Tutela dei Minori ha anche chiesto al Papa «la nomina di un segretario, che oltre ad assistere il Prefetto della Congregazione (il Cardinale Müller, ndr ) abbia anche la responsabilità della nuova Sezione Giudiziaria».

La proposta di puntare l'attenzione anche sui vescovi che hanno insabbiato o sottovalutato le denuncie di abusi sessuali sui minori, era partita da due membri della commissione pontificia, Mary Collins e Peter Saunders, che da bambini furono abusati da alcuni sacerdoti: i due commissari avevano esposto la necessità di introdurre tra le nuove norme per la tutela dei minori anche il principio dell'« accountability », ovvero dell'assunzione di responsabilità da parte dei monsignori a capo delle diocesi macchiate dal delitto della pedofilia.

A dare l'annuncio ieri mattina in sala stampa, è stato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: «Il Papa ha approvato le cinque proposte e ha concesso l'autorizzazione affinché siano fornite risorse adeguate per conseguire questi fini». E così in breve tempo nascerà questo nuovo tribunale per giudicare i vescovi coinvolti, per via del loro mandato, in casi di pedofilia; «Una struttura che il Papa sperava di poter istituire ormai da diverso tempo», fanno sapere dalle sacre stanze: era stato infatti lo stesso Bergoglio a promettere, nel maggio dello scorso anno sul volo di ritorno dalla Terra Santa, che «sul tema della pedofilia non ci saranno privilegi», paragonando gli abusi sui minori da parte del clero alle messe nere. Poi nel luglio dello stesso anno, aveva voluto chiedere perdono per le violenze della Chiesa su minori. «Davanti a Dio e al suo popolo sono profondamente addolorato per i peccati e i gravi crimini di abuso sessuale commessi da un membro del clero nei vostri confronti e umilmente chiedo perdono» aveva detto Francesco ad un gruppo di sei vittime provenienti da Germania, Irlanda e Regno Unito, che avevano partecipato ad una celebrazione del Papa nella cappella della residenza Santa Marta in Vaticano.

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