Ciampi, 83 viaggi all'estero dalla Cina all'Albania

Ciampi ha svolto 83 missioni all'estero: il primo viaggio di Stato lo portò nel 1999 in Albania, subito dopo la fine della guerra in Kosovo

Ciampi, 83 viaggi all'estero dalla Cina all'Albania

Ciampi ha svolto 83 missioni all'estero: il primo viaggio di Stato lo portò nel 1999 in Albania, subito dopo la fine della guerra in Kosovo; l'ultimo lo ha dedicato a Berlino, il 28 marzo scorso, per significare l'importanza primaria che attribuisce ai rapporti fra Italia e Germania per rimettere in moto l'economia e per riprendere il cammino di costruzione dell'Europa politica, bloccato ormai da un anno dalla troppo lunga pausa di riflessione imposta dal 'no' alla ratifica del Trattato Costituzionale europeo ai referendum francese e olandese. I viaggi europei di Ciampi sono stati tutti finalizzati a rafforzare la causa di una Unione Europea che dopo l'Euro, secondo Ciampi, deve fare il grande passo dell'integrazione della politica, adottando meccanismi di decisione a maggioranza e il coordinamento delle politiche di settore (politica estera, economia, sicurezza in primo luogo).

Ai Paesi di nuova adesione, Ciampi ha chiesto più volte di riconoscere ai Paesi Fondatori il ruolo progettuale e di custodi dello spirito originario. La fedeltà atlantica è uno dei pilastri della politica estera di Ciampi, che però - lo ha fatto anche in occasione della visita alla Casa Bianca - chiede agli Stati Uniti di riconoscere pari dignità agli alleati europei e di riconoscere pienamente il ruolo primario delle Nazioni Unite nella gestione delle crisi internazionali. In questa ottica, Ciampi non ha nascosto di non condividere la scelta anglo americana di attaccare l'Iraq senza il mandato del Consiglio di Sicurezza; e dopo la fine delle ostilità non si è stancato di chiedere che la gestione del dopoguerra fosse affidato senz'altro all'Onu.

Verso l'Africa, Ciampi ha avuto un'attenzione speciale e continua che ha avuto il culmine nel G8 di Genova, quando il capo dello Stato officiò la cena inaugurale facendo sedere accanto agli Otto Grandi i capi di Stato di alcuni paesi fra i più poveri del mondo. Uno dei cardini del pensiero di Ciampi è che i Paesi ricchi dovrebbero azzerare il debito dei Paesi più poveri; l'altro, che dovrebbero rinunciare al protezionismo dei loro mercati per permettere l'ingresso delle merci dei paesi in via di sviluppo. Ciampi ha anche dedicato numerosi viaggi ai Paesi dell'Est Europeo e ai maggiori del Vicino e Estremo Oriente (Turchia, India e Cina) indicando questi paesi emergenti come la nuova frontiera dello sviluppo che le nostre imprese devono conquistare affinché l'economia nazionale ritrovi la via della crescita.

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