Cingolani invoca il tetto al prezzo del gas. "Ma l'Ue chiarisca sui pagamenti in rubli"

L'ammissione: "Un inverno difficilissimo senza le forniture di Mosca"

Cingolani invoca il tetto al prezzo del gas. "Ma l'Ue chiarisca sui pagamenti in rubli"

Senza il gas di Mosca l'inverno italiano 2022/2023 sarà al gelo. Dopo le rassicurazioni (a denti stretti) avanzate nelle scorse settimane dal governo sullo stato delle forniture e degli stoccaggi, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani parla chiaro: «Se Mosca dovesse interrompere le forniture di gas a maggio significherebbe avere un deficit molto importante nel prossimo inverno, sarebbe un inverno difficilissimo». In soldoni, sanzioni o no, non possiamo interrompere le forniture con Mosca ora. «Le nostre riserve - ha spiegato - sono in fase di riempimento e ora siamo al 40%; per arrivare in sicurezza dovremo avere gli stoccaggi al 90% e ci servirebbe ancora qualche mese», ha chiarito il ministro spiegando che l'Italia sarebbe fuori dal tunnel «se potesse riempire gli stoccaggi fino a fine anno». Nella sua informativa alla Camera - incassando in parallelo da Strasburgo le lodi del premier Mario Draghi sul suo operato - il ministro ha anche bocciato l'idea di un price cap (tetto al prezzo del gas) a livello nazionale.

Il prezzo dell'energia è lievitato e «per contrastarlo parzialmente il governo lavora alla proposta di un price cap, che però dovrebbe essere al livello europeo per avere effetto», relaziona Cingolani. Il ministro ha ricordato che «il prezzo del gas è passato dai circa 20 euro MWh di gennaio 2021 ai circa 100 euro MWh del mese di aprile, con un aumento di quasi 5 volte, con punte giornaliere che hanno superato i valori record di 200 euro MWh nei mesi scorsi. Negli ultimi mesi si sono raggiunti i valori più elevati da quando la borsa italiana è stata costituita, e negli ultimi giorni i valori si sono attestati tra i 200 e i 250 euro MWh».

A fronte di questa situazione, secondo il ministro, «un price cap di 80 euro di megawattora rappresenterebbe una riduzione di circa il 25% sulla bolletta del gas e ancora una maggiore della bolletta elettrica». Cingolani, però, avverte: «Per l'Italia o qualunque altro grande paese europeo il price cap nazionale sarebbe estremamente difficile da sostenere. Il mercato semplicemente lo salterebbe a piè pari. Non sarebbe una politica particolarmente intelligente». Cingolani ha chiesto poi alla Ue decisioni rapide sulle regole per il pagamento del gas. «L'Europa deve dare indicazioni molto chiare sul fatto che si possa o meno aprire il conto e pagare in rubli». Per l'Italia la prima deadline di pagamento è tra il 15 e il 20 maggio.

In questo quadro, le previsioni sui prezzi sono tutt'altro che rosee. Proprio ieri Standard & Poor's ha alzato le stime sul prezzo di petrolio e gas per il 2022 ed il 2023, a causa del «persistere di problemi di natura geopolitica e delle forniture». Secondo gli analisti dell'agenzia i rating del prezzo del gas naturale si manterrà elevato nei prossimi due anni, e i prezzi del petrolio si manterranno volatili. Per quanto riguarda il gas, S&P ha confermato il prezzo indicativo del contratto future olandese TTF a 30 dollari. Per il 2023 indica un rialzo a 25 da 18 dollari, che sarà a 15 dollari, da 12 dollari, nel 2024. Per il petrolio il prezzo del WTI è stato rivisto al rialzo a 85 da 80 dollari nel 2022 ed a 70 da 65 dollari nel 2023. Confermati a 50 e 55 dollari i prezzi rispettivamente del WTI e del Brent dal 2024.

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