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Il club, i lavori in nero e il muratore romeno. La pista della multa data a Moretti nel 2015

La testimonianza di un operaio potrebbe cambiare l'indagine sulla strage di capodanno avvenuta nel locale Le Constellation di Crans-Montana

Il club, i lavori in nero e il muratore romeno. La pista della multa data a Moretti nel 2015
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Nel 2015, durante i lavori di ristrutturazione del Le Constellation, Jacques Moretti era stato oggetto di verifiche, come da lui stesso dichiarato agli investigatori: "Ci sono stati dei controlli. Sono stato condannato al pagamento di una multa". Così ha rivelato il sito svizzero-tedesco Blick, confermando che le autorità erano a conoscenza dei lavori che si stavano compiendo nel locale dove si è consumata la strage di Capodanno ma, per la legge del Vallese, le modifiche interne non richiedono la presentazione di una domanda per ottenere autorizzazioni.

Moretti pare sia stato obbligato al pagamento di una multa per aver effettuato i lavori di restauro all'interno del locale con l'aiuto in nero di un muratore rumeno. È quanto riportano i media svizzeri che hanno avuto accesso alle carte. Erano già stati resi noti al pubblico i precedenti penali in Svizzera di Moretti per lavoro in nero ma ora è stato accertato dai colleghi elvetici che gli illeciti sono stati compiuti proprio durante i lavori di ristrutturazione de Le Constellation, quando nel locale seminterrato vennero installati i pannelli fonoassorbenti non regolamentari, che hanno poi contribuito in maniera determinante alla strage, insieme alla riduzione dell'ampiezza della scala, anche quella modificata in quel periodo. Moretti conosceva il rumeno da tempo perché si era avvalso della sua collaborazione tra il 2008 e il 2010 presso una casa in Corsica. Ma quando uno dei legali delle vittime che ha partecipato al suo interrogatorio, come prevede la legge, ha chiesto all'indagato di fornire gli estremi per contattare questo muratore rumeno, l'imprenditore corso si è rifiutato: "Per proteggerlo, non intendo rivelare questa informazione".

La procura può arrivare all'uomo in qualunque momento e potrebbe averlo anche già interrogato, perché la sua testimonianza potrebbe essere dirimente per il processo penale. Per il momento, Jacques e Jessica Moretti sono imputati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo, che in Svizzera prevedono pene che non superano i tre anni di reclusione perché sono delitti per "negligenza". Ma, se in sede di indagine si dovesse accertare che la coppia fosse a conoscenza della pericolosità dei materiali installati nel locale e dell'elevato rischio di infiammabilità, e ne avesse accettato il rischio in nome di un risparmio economico, allora l'accusa cambierebbe in dolo eventuale e si arriverebbe a 20 anni di reclusione. Anche per questo l'eventuale testimonianza del rumeno potrebbe rivelarsi fondamentale per ottenere giustizia per le vittime.

"Solo l'indagine mostrerà se questi lavori avrebbero dovuto essere segnalati alle autorità", ha dichiarato l'esperto di protezione antincendio di Berna, Urs Käser ai media: senza domanda di autorizzazione non c'è necessità di verifica. Il caso di Crans-Montana, a ventisei giorni dalla carneficina dei quaranta giovanissimi, continua a far parlare.

La scarcerazione di Jacques Moretti dietro cauzione ha sconvolto l'opinione pubblica ma la voglia di verità e di giustizia va oltre, perché quel che chiedono a gran voce le famiglie delle vittime, di chi non c'è più e di chi resterà segnato a vita da quanto accaduto a Le Constellation, è che si vada a fondo in questa vicenda, a partire dall'assenza di controlli in quel locale dal 2019.

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