La coalizione vince quando guarda al centro

L'analisi del voto locale: Forza Italia si attesta al 9,4% grazie all'exploit in Calabria

La coalizione vince quando guarda al centro

Dalla fine della Prima Repubblica, con i suoi 28 anni di vita (novembre 1993) Forza Italia rappresenta il partito più longevo presente oggi in Italia. Ha governato 4 volte, ha attraversato decine e decine di elezioni (Politiche, Amministrative ed Europee), varie scissioni, vittorie e sconfitte. Dopo quasi tre decenni, è ancora in piedi, quando invece partiti con una storia ben più lunga e meteore di ogni tipo si sono sbriciolati nel cosmo. Questo grazie alla forza del suo presidente, Silvio Berlusconi che ha il potere di reggere ancora insieme tutta la coalizione. E ciò è dimostrato anche dalle ultime elezioni che hanno visto un partito nato appena 12 anni fa, M5s, che sembrava imbattibile, sostanzialmente scomparire, riportando in vita il bipolarismo che fu.

Un documento riservato di Forza Italia analizza il voto. Pur riconoscendo «che queste elezioni non sono state un successo per il centrodestra», certifica che «Forza Italia risulta il terzo partito del panorama politico italiano, dopo il Pd e Fratelli d'Italia ma addirittura prima di Lega e Cinque Stelle» che fino a un paio d'anni fa sembravano irraggiungibili.

Da sottolineare che nei capoluoghi al voto, il centrodestra governava solo Trieste. A Trieste ora è in vantaggio al ballottaggio e qualora venisse conquistata, lo scenario delle grandi città non cambierebbe di una virgola rispetto a cinque anni fa. Fra le candidature del centrodestra, solo due erano riconducibili a Forza Italia: Occhiuto in Calabria e Di Piazza a Trieste che guarda caso sono i due candidati che hanno ottenuto i migliori risultati. Questo significa due cose secondo questo documento, «che vincono candidati non improvvisati e che vincono candidati con un profilo centrista». Si conferma, pertanto quanto sostenuto da Berlusconi in campagna elettorale: le elezioni si vincono al centro. Senza un centro trainante il centrodestra non vince e non governa.

Caso Calabria: «Forza Italia è stabile, ha ottenuto praticamente gli stessi voti del 2019 (anzi 494 voti in più, pari allo 0,14%). Forza Italia si è attestata al 7,70%, a cui è legittimo aggiungere la lista Forza Azzurri, arrivando così al 9,44% (significa lo 0,74% in più rispetto alle Europee)». Caso Roma: nella Capitale Forza Italia è stata penalizzata dalla candidatura di Carlo Calenda, molto attrattivo verso l'elettorato azzurro. Nonostante questo, ha perso solo mezzo punto rispetto a cinque anni fa.

Insomma, «il dato di Forza Italia recita il documento - dimostra l'esistenza di uno zoccolo duro rispetto al quale si può solo crescere e con il ritorno in campo di Berlusconi i margini di crescita sono maggiori». La posizione politica di Berlusconi e di Forza Italia ne esce rafforzata e la scelta di appoggiare il governo Draghi, pur restando nel centrodestra, è stata premiata. Nel 1993 come oggi, Forza Italia è Berlusconi e Berlusconi è Forza Italia. Punto.

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