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Colloqui Libano-Israele. Parteciperà anche Trump

Tel Aviv non ferma gli attacchi, l'ultimo raid ha causato la morte di tre persone mentre proseguono anche gli attacchi con i droni

Colloqui Libano-Israele. Parteciperà anche Trump
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Non si placano indignazione e condanna in Libano per l'uccisione della giornalista Amal Khalil a Tiri, nel Sud del Paese. Il capo di Stato Joseph Aoun, ha "espresso il suo dolore" e accusato Israele di "prendere di mira deliberatamente e sistematicamente i giornalisti per nascondere la verità sulle sue aggressioni contro il Libano". I funerali della donna si sono tenuti ieri. Nel giorno in cui a Washington ha preso il via il secondo round di colloqui tra Libano e Israele, inizialmente previsto al Dipartimento di Stato e invece spostato direttamente alla Casa Bianca (con il saluto iniziale di Donald Trump), la tensione resta altissima e la tregua appesa a un filo. Tel Aviv infatti non ferma gli attacchi, l'ultimo raid ha causato la morte di tre persone mentre proseguono anche gli attacchi con i droni. Idf continua a ribadire che nel mirino finiscono i miliziani di Hezbollah anche se di fatto ogni blitz rappresenta una violazione della tregua in corso. Il gruippo militare ha riferito di aver replicato attaccando postazioni israeliane nel Libano meridionale come "rappresaglia alle ripetute violazioni israeliane" del cessate il fuoco.

"Il disarmo di Hezbollah è un processo, non avverrà dall'oggi al domani", ha ribadito il primo ministro libanese Nawaf Salam. Poco prima del via ai colloqui, il premier ha anche chiesto all'amministrazione Trump di fare pressione su Israele affinché ridimensioni le sue richieste e metta fine all'invasione militare del Paese.

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