Colonia e quei pizzini choc: "Voglio sesso, ti ammazzerò"

Due molestatori avevano in tasca la traduzione in tedesco delle minacce. Si rafforza la tesi di un'azione premeditata

Colonia e quei pizzini choc: "Voglio sesso, ti ammazzerò"

Berlino - Foglietti gialli con frasi oscene in arabo e la traduzione in tedesco. Sono stati trovati dalla polizia di Colonia addosso a due degli stranieri identificati fra i 31 fermati per i fatti della notte di San Silvestro, quando centinaia di donne sono state molestate, terrorizzate e in molti casi anche rapinate da un branco di giovani «di apparente origine nordafricana e araba», come poi riportato dalla polizia. Fra le denunce, il cui numero non fa che crescere dallo scorso 2 gennaio (sono ormai più di 170), ce n'è anche una per stupro. «Grosse tette», «ho una sorpresa per te», «ti voglio scopare» sono alcune delle frasi che qualcuno ha fornito al 16enne marocchino e al 23enne tunisno (fermati e poi rilasciati) e agli altri assalitori prima degli incidenti in notturna. Circostanza che rinforza la tesi secondo cui sul piazzale della cattedrale di Colonia non si è consumato un rito di violenza «spontaneo» provocato dai fumi dell'alcol, ma un atto di violenza programmata contro la popolazione civile.A confermare i timori dei tedeschi sono le notizie che arrivano da Helsinki dove il vicecapo della polizia, Ilkka Koskimaki, ha parlato di «un fenomeno completamente nuovo» e cioè di una serie di borseggi e di molestie sessuali che si sono consumati la notte di Capodanno ai danni di tante donne da parte di richiedenti-asilo iracheni. Notizie dello stesso tenore sono giunte dalla svedese Kalmar, sul Mar Baltico, dove 15 donne hanno denunciato molestie e borseggi subiti l'ultima notte dell'anno.Impegnata in un lento processo di identificazioni, arresti e rilasci, da venerdì sera la polizia di Colonia è rimasta senza il suo capo. Wolfgang Abers è stato costretto a lasciare dopo che sia il sindaco di Colonia, Henriette Reker, sia il ministro degli Interni del Nord Reno-Westfalia, Ralf Jäger, lo hanno silurato. Contro di lui due accuse pesanti: aver sottovalutato la gravità degli incidenti occorsi davanti alla cattedrale cittadina e aver mentito più volte al sindaco. È stata la stessa Reker a definire «inaccettabile» l'aver appreso dai media che la situazione era molto più grave di quanto inizialmente ammesso da Abers e che gran parte degli assalitori, due terzi secondo gli ultimi dati, fossero rifugiati.Fino all'ultimo Abers aveva spacciato gli aggressori come un gruppo di «facce conosciute» alle forze dell'ordine. Una scelta, secondo la stampa locale, fatta per evitare lo scoppio di tensioni inter-etniche e che ha leso la credibilità delle istituzioni agli occhi dei cittadini. Caduto il velo dell'omertà, le forze dell'ordine sono chiamate a un duro lavoro per individuare i responsabili di crimini commessi di notte, fra la calca e il fumo dei tanti petardi fatti esplodere addosso alle passanti: fra i 31 identificati ci sono almeno 18 richiedenti-asilo arrivati in Germania negli ultimi mesi. Risale solo alla scorsa estate l'invito di Angela Merkel affinché profughi dei conflitti del Medio Oriente trovassero riparo nella Repubblica federale. Una proposta abbracciata con entusiasmo dai tedeschi per poche settimane ma presto abbandonata. Il canale tv Ard ha pubblicato il risultato dell'ultimo sondaggio: 37 tedesche su 100 dichiarano di aver paura degli assembramenti mentre il 57% dei cittadini si dice favorevole al ripristino dei controlli alle frontiere, in barba all'accordo di Schengen. Lo scorso settembre i favorevoli erano il 45%. Nello stesso periodo i fautori di un'Europa senza frontiere interne sono calati dal 52 al 41%.

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