La guerra contro il regime di Teheran prosegue inesorabile. Il complesso petrolchimico iraniano di South Pars, il più grande al mondo, è stato colpito da attacchi condotti da Usa e Israele. L'agenzia Fars parla di "varie esplosioni" segnalate nell'area. Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, ha confermato il raid contro "la più grande" infrastruttura petrolchimica iraniana. Le forze israeliane e statunitensi ne hanno attaccato anche un secondo, l'impianto di Marvdasht. Ma Fars riferisce che l'incendio sviluppatosi in seguito al bombardamento è stato spento in pochi minuti. Il bilancio delle vittime intanto aumenta. Sono 34 quelle degli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. I soli raid notturni e del mattino di ieri hanno causato almeno 23 morti, tra cui sei bambini, nella provincia di Teheran, cinque in una zona residenziale della città di Qom, a sud di Teheran, e sei nella città di Bandar-e Lengeh. Ma l'offensiva è ampia. L'esercito israeliano afferma di aver condotto bombardamenti "su vasta scala" in tutto l'Iran e di avere colpiti vari obiettivi, compresi tre aeroporti: quello di Bahram, di Mehrabad e Azmayesh. Le forze statunitensi e israeliane hanno pure bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone. La contea è un'area densamente popolata nella provincia di Teheran.
Benjamin Netanyahu non sembra voler indietreggiare. "Continueremo con tutta la nostra forza, su tutti i fronti, finché la minaccia non sarà eliminata", scrive in un post su X dopo l'uccisione Majid Khadami, capo del dipartimento di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, e di Athar Bakri, comandante della Sezione 840 della Forza Quds, "responsabile di attacchi contro ebrei e israeliani in tutto il mondo". Ma ieri un duro colpo c'è stato anche per lo Stato ebraico. Sono 4 i morti per un attacco iraniano di domenica su Haifa: avevano cercato riparo nella tromba delle scale e sono rimasti sepolti sotto le macerie. Almeno nove persone invece sono morte in raid sul Libano attribuiti alle forze armate israeliane. Secondo l'agenzia libanese Nna, tre persone sono state uccise a Burj Rahal, nel sud, mentre altre due vittime, secondo un bilancio preliminare, sono state registrate a Mashghara, circa 85 chilometri a nordest. In entrambi i casi, si contano anche diversi feriti. Al Jazeera, invece, riferisce di un attacco mirato su un'auto a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh, in cui sono state uccise quattro persone.
Le forze di difesa israeliane ieri hanno pure avviato una nuova ondata di bombardamenti aerei contro le infrastrutture di Hezbollah a Beirut, come riporta il Times of Israel. Prima del raid è stato emesso un avviso "urgente" di evacuazione, da parte dell'Idf, verso sette quartieri di Dahieh, la periferia meridionle della capitale del Libano, roccaforte del Partito di Dio.