La confessione di Monti: "Quella serata in terrazza con la Merkel..."

Fu Angela Merkel, nel corso di un aperitivo consumato a Berlino sulla terrazza della cancelleria, a convincere Mario Monti a presentarsi alle elezioni

La confessione di Monti: "Quella serata in terrazza con la Merkel..."

Fu Angela Merkel a spingere Mario Monti a scendere in campo. La conferma arriva proprio dal diretto interessato che, intervistato dal Corriere della Sera, racconta di quanto fu decisivo l'aperitivo consumato nell'agosto del 2012 sulla terrazza della cancelleria tedesca.

È in quell'occasione che la Merkel gli disse con estrema sincerità:“Finora io e altri colleghi europei abbiamo pensato che tu saresti il naturale successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. Ma ora io penso, e so che anche altri pensano, che dal punto di vista dell’Italia e dell’Europa sarebbe ancora più importante se tu potessi continuare a guidare il governo o far sì che in Parlamento si formi una maggioranza in linea con la politica di riforme che hai iniziato”. Un'ingerenza o un consiglio da 'Mutti'? Non è dato saperlo ma, sia come sia, l'esperienza di Scelta Civica ebbe una vita politica assai poco fortunata e denota quanto fosse forte il feeling tra i due leader. Anzi, la cancelliera tedesca, fin da subito, prese proprio in simpatia Monti.“Mario, Nicolas e io siamo contenti, anche perché tu le questioni economiche le conosci meglio di noi, forse ci puoi aiutare a trovare qualche soluzione”, gli disse in una telefonata di cortesia alla quale partecipò anche l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy e che fu il preludio di un incontro a tre che si tenne il 24 novembre 2011 a Strasburgo. "Fu un primo contatto, ma prendemmo già una piccola decisione. La chiamai la dottrina del silenzio simmetrico: sarebbe stato bene che la Francia smettesse di chiedere la riduzione dei tassi e la Germania smettesse di dire no. Ci impegnammo tutti a rispettare l’indipendenza della Banca centrale europea", spiega Monti al Corriere.

Insomma, dalle parole di Monti, arriva la conferma chiara e nitida che nel 2011 Silvio Berlusconi fu vittima di un golpe attuato dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, col beneplacito delle cancellerie europee. Il bocconiano Monti, ex commissario europeo (prima al mercato interno e, poi, alla Concorrenza), il 9 novembre di quell'anno fu nominato senatore a vita dal Capo dello Stato che, cinque giorni dopo, gli conferì l'incarico di formare il governo e di succedere così a Berlusconi. Il leader di Forza Italia, dopo dieci anni, è ad oggi ancora l'ultimo presidente del Consiglio che è salito a Palazzo Chigi dopo aver aver chiaramente vinto le elezioni. Fu, dunque, proprio un golpe ordito dalla Merkel e da Sarkozy, di cui aveva già parlato nel suo libro anche l’ex segretario al Tesoro americano Tim Geithner, a impedire che il Cavaliere portasse a termine il suo mandato.

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