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"Ha violato la privacy". Indagato Bellavia, il consulente di Report

Il nuovo filone della Procura mette in imbarazzo Ranucci: nessun dossieraggio. Ma è il contrario

"Ha violato la privacy". Indagato Bellavia, il consulente di Report
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Per dirla "alla Report" la violazione della privacy contestata dai pm di Milano al loro commercialista Giangaetano Bellavia è il "reato spia" del dossieraggio. Ecco perché l'inchiesta sul superconsulente di Sigfrido Ranucci, contrariamente a quanto sostiene sui social l'incontenibile vicedirettore Rai, è l'ennesima picconata sul metodo Report.

Poco dopo le 15 la Procura fa sapere che Bellavia dovrà spiegare loro il suo archivio con oltre un milione di file "riservati" - da Silvio Berlusconi a Matteo Renzi, da John Elkann a Massimo D'Alema fino al tesoriere della Lega Alberto Di Rubba - anche su soggetti estranei alle consulenze richieste dai 19 magistrati per cui ha lavorato, perché in mezzo ci sono anche i dossier firmati Report, se gli strumenti di data detention sono adeguati e perché invece è stato così facile farseli rubare dalla sua ex collaboratrice Valentina Varisco, che all'annuncio della chiusura dello studio avrebbe portato via una mole impressionante di dati, senza che Bellavia - per sua stessa ammissione al Fatto - ne avesse denunciato la sparizione al Garante della Privacy entro 72 ore. Tanto che la stessa Autorità messa alla berlina da Report gliene ha chiesto conto con un'istruttoria un mese fa. Non è escluso che da lì nasca il nuovo fascicolo della Procura di Milano. L'udienza sulla Varisco, difesa dall'avvocato Andrea Puccio e imputata per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita, ci sarà il 10 luglio.

Nel nuovo fascicolo, aperto sempre dai pm Eugenio Fusco e Paola Biondolillo della Procura diretta da Marcello Viola, sono già stati analizzati e scandagliati proprio quei file che per Bellavia rappresentano il suo "archivio storico". Se è vero quello che dice il suo nuovo legale Luca Ricci ("non ci sono dossier né alcun materiale improprio che esuli dalla sua attività professionale"), Bellavia casca dalle nuvole: "Qual è il reato?". Come sappiamo l'appunto riservato che ricostruisce l'albero genealogico dei file - originariamente destinato proprio ai legali - è diventato un "papello" di 36 pagine pieno di nomi di imprenditori, politici e vip su cui mai Bellavia ha avuto mandato di lavorare, tra cui uno dei figli del presidente del Senato Ignazio La Russa. Tanto che sul doppio ruolo del professionista (per i pm e per Ranucci) è insorto il Parlamento e si è mosso il Guardasigilli Carlo Nordio.

Difeso (solo) da M5s, Ranucci lancia la palla in tribuna: "Cade il teorema dei giornali di Angelucci e di Maurizio Gasparri, nessuna accusa di dossieraggio o centrale di spionaggio ma di violazione della privacy per la norma sulla conservazione dei dati", come se fosse un reato di serie B. A lui risponde lo stesso capogruppo di Forza Italia in Senato: "Mischia le carte e dice fanfaluche, violare la privacy è il metodo con cui si fabbricano i dossieraggi illegali". In questi anni la trasmissione d'inchiesta è passato da credibilità e ascolti record con Milena Gabanelli a una gestione discutibile e nervosa con Ranucci, vedi l'accusa di omofobia per la lobby gay, le querelle sul caso Sangiuliano-Boccia, la violazione della par condicio sul referendum, il filmato di Renzi e lo 007 Marco Mancini all'autogrill o l'inchiesta farsa sulla fantomatica "pista nera" dietro le stragi del 1992 smontata dagli inquirenti, con personalismi che hanno generato qualche malumore dentro la redazione, accusata più volte di liason dangerouses con i servizi segreti in stile il Domani-Striano, Equalize e Squadra Fiore.

Proprio mentre le indagini del pm Carlo Villani e dell'Arma sull'attentato subito dal conduttore il 16 ottobre scorso a Pomezia avrebbero preso una decisione precisa: la Dda di Venezia indaga sulle infiltrazioni della camorra nei porti di Rovigo, movente lontano dalle suggestioni a base di spionaggi dal sapore "politico" di cui Ranucci ha parlato in Antimafia e Vigilanza Rai.

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