Contagiato il principe Carlo. "La Regina sta benissimo"

Sintomi lievi per l'erede al trono, che si trova in isolamento in Scozia. Negativa la moglie Camilla

Positivo al coronavirus come molti dei suoi sudditi. Anche il principe Carlo è stato contagiato dal Covid-19, questa peste che travalica confini e non fa distinzione tra sangue comune e sangue reale. È stato lo stesso Palazzo a spiegare che l'erede al trono al momento «presenta sintomi lievi, si trova in buono stato di salute e sta ancora lavorando». Il primogenito della Regina è già in isolamento in Scozia, nella dimora di Balmoral. Con lui, anche la Duchessa di Cornovaglia che però è risultata negativa, ma come prevedono le linee guida di tutto il mondo, deve osservare una quarantena come il marito.

Clarence House ha fatto sapere che «non è possibile sapere da chi il Principe ha contratto il virus avendo partecipato a numerosi eventi pubblici nelle recenti settimane». L'ultimo impegno pubblico di Carlo risale al 12 marzo, quando ha preso parte a una cena di raccolta fondi a sostegno dell'Australia devastata dai recenti incendi. Secondo il portavoce del principe, i test per il coronavirus «sono stati effettuati dal servizio sanitario pubblico in Aberdeenshire» e subito è scoppiata la polemica poiché, visti i lievi sintomi, a Sua Altezza non dovrebbe essere stato concesso alcun test. Ma via, una svista può capitare, soprattutto se si tratta del figlio di Elisabetta. Carlo l'avrebbe incontrata per l'ultima volta proprio il 12 marzo, ma al momento le condizioni di salute della sovrana, 93 anni, e del principe Filippo, 98, non destano preoccupazioni come hanno enfatizzato i media nazionali. Entrambi si trovano già da qualche giorno a Windsor, dove sono stati trasferiti quando la situazione ha iniziato a deteriorarsi anche nel Regno Unito. Carlo dovrebbe rimanere in Scozia almeno per le prossime due settimane. Intanto un vero esercito di volontari ha risposto all'appello del servizio sanitario nazionale superando in un solo giorno il traguardo di 405mila unità aggiuntive richieste dal governo per alleviare la pressione che nelle prossime settimane si riverserà sulla sanità pubblica del Paese. Gente comune, pronta a occuparsi dei soggetti più fragili, con quello spirito da buon vicino di casa che fa degli inglesi un'unica grande, altruista comunità. Porteranno a domicilio medicinali e cibo, accompagneranno in macchina i pazienti dai medici di base, telefoneranno agli anziani e alle persone sole per portare loro una parola di conforto e di vicinanza. Oltre a questo, circa 11mila medici in pensione si sono resi disponibili a tornare al lavoro e più di 24mila studenti all'ultimo anno di Medicina e di infermieri si uniranno. Tutti in prima linea sul fronte più pericoloso che il Paese abbia conosciuto dai tempi del Blitz. Sul fronte politico, il Parlamento quasi certamente chiuderà il prossimo mercoledì, una settimana prima dell'usuale pausa pasquale. Ieri il premier ha reso omaggio a Jeremy Corbyn, che ha partecipato al suo ultimo Question Time nella veste di leader del Labour. Ringraziando Johnson che sorrideva sornione, Corbyn lo ha invitato a rimanere disponibile per rispondere a eventuali interrogazioni parlamentari presentate nel corso della sospensione dei lavori. «Rappresentiamo tutte quelle persone preoccupate per la loro salute e la loro condizione economica» ha concluso Corbyn.

In Gran Bretagna il numero delle persone positive ha toccato quota 8.077, ma i casi stimati sono molti di più. Il numero di morti è salito a 424. Ieri i governo ha parlato di un test immunitario, da fare a casa, in grado di rivelare se si è diventati immuni al virus dopo averlo avuto anche senza sintomi. Purtroppo, per poterlo acquistare online o nelle farmacie ci vorrà ancora del tempo.

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