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La Conte chiude caso che non c'è

Il legale della giornalista: "Basta insolenze e ricostruzioni infondate, quereliamo"

La Conte chiude caso che non c'è
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Per settimane, Claudia Conte è rimasta in silenzio nonostante le tante illazioni sulla sua vita privata e "nonostante il linciaggio mediatico subito", ha spiegato con una lunga lettera indirizzata all'agenzia Adnkronos il suo avvocato Domenico Forgione, chiarendo e smentendo quanto finora detto sul conto della sua assistita. "Proseguono insolenze e attacchi inaccettabili, oltre a varie offerte di spazi di visibilità che non le interessano in alcun modo. Rispetto a tutto questo, la mia assistita chiede il rispetto della sua privacy e della sua persona. Non intende rilasciare né oggi né in futuro dichiarazioni o interviste sulla sua vita privata. Tanto meno ha intenzione di scriverne un libro scandalistico con improbabili rivelazioni choc su chicchessia", si legge nella comunicazione.

Sul "gossip" riguardo la laurea, che è stata anche oggetto di interpellanza parlamentare "urgente" da parte di Angelo Bonelli (Avs), l'avvocato sottolinea che la sua assistita "non ha mai dichiarato in nessuna sede istituzionale di aver conseguito la laurea presso l'Università Luiss Guido Carli, dove tuttavia si è immatricolata ed ha sostenuto diversi esami di profitto" prima di "completare positivamente il proprio percorso universitario presso altro ateneo, conseguendo il titolo di laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza".

Il legale definisce anche "del tutto inaccettabili" le allusioni emerse in merito a una vicinanza della sua assistita "ad ambienti della criminalità, fatto destituito di qualsiasi fondamento fattuale che oltretutto offende il suo impegno personale da sempre finalizzato alla difesa della legalità". E sul tema ricatti, che è emerso a più riprese nelle ultime settimane, Conte "non ha né l'indole né l'intenzione né tanto meno ha elementi o informazioni per condizionare qualcuno al fine di ottenere un tornaconto di qualsivoglia natura".

Ed è infondato, aggiunge l'avvocato Forgione, "il tentato accostamento con precedenti casi" non essendoci "alcuna analogia sul piano dei fatti, delle dinamiche, dei comportamenti personali e della postura mediatica" così come è infondata "la tesi dell'adesione di Claudia Conte a un fantomatico complotto politico contro il governo".

Dal punto di vista professionale, ha chiarito il legale, "hanno vivisezionato la sua carriera e non è emerso un solo incarico, ancorché gratuito, riconducibile a illecite sollecitazioni o a favoritismi da parte di chicchessia, men che meno da parte di esponenti di governo", quindi a conferma che "la sua carriera si è dunque sviluppata del tutto autonomamente".

Per queste ragioni, a tutela dell'immagine di Conte, il legale ha annunciato di aver intrapreso "le necessarie azioni legali, in corso di deposito, che saranno portate avanti nei confronti di chi - sui mass media e sui social media - ha sostenuto fatti diffamatori".

I diffamatori "si rassegnino al fatto che ci sono zero rivelazioni choc, zero illegalità, zero complotti e zero ricatti da utilizzare per poter portare ancora avanti questa campagna di stampa denigratoria, infondata e strumentale". Il diritto di cronaca, ricorda l'avvocato, "non può e non deve diventare dileggio, come peraltro prevede il codice deontologico dell'ordine dei giornalisti".

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