Prima hanno cercato di boicottare la commissione Covid, poi hanno scelto parlamentari in conflitto d'interessi per ostacolarne i lavori e oggi - dopo l'autogol Aventino - la sinistra cerca di screditarne le conclusioni. L'ex premier Giuseppe Conte si è finalmente materializzato a Palazzo San Macuto, lui che è stato presente solo il 5% delle volte, in occasione dell'audizione kamikaze di Riccardo Fraccaro. L'ex sottosegretario sotto giuramento ha detto di non aver mai rivelato a nessuno a Palazzo Chigi le informazioni sui potenziali rischi dietro mascherine cinesi farlocche che stavano arrivando in Italia, ottenute dal suo amico grillino Miguel Martina, whistleblower delle Dogane vittima certificata di mobbing che per averlo scoperto assieme ai Nas ha subito minacce di morte.
Il leader grillino non si dimette ma evoca una presunta violazione delle regole sulle "escussioni testimoniali" fatte fuori dalla commissione da magistrati e inquirenti della Guardia di Finanza nominati dal presidente dell'organismo d'inchiesta Marco Lisei di Fdi. L'ok a questa prassi - già applicata ad altre commissioni d'inchiesta - è passato all'unanimità dell'Ufficio di presidenza nelle scorse settimane. La sinistra l'ha votato ma non l'ha capito, succede. "I finti patrioti Fdi hanno prodotto un ulteriore strappo istituzionale. Stravolgono ogni regola, anche la Costituzione - scrive sui social il capo dei Cinque stelle - nell'attesa che mi indichino finalmente una data per essere audito". Ma è una balla smontata dallo stesso Lisei, secondo cui l'ex premier dopo essersi fatto negare al telefono, alla richiesta di essere audito prima della pausa estiva ha detto "le faremo sapere". "Risponda al telefono invece di fare post", ironizza Lisei.
La strategia mistificatoria passa dall'attacco al Giornale e al supposto "teatrino indecente organizzato con i giornali di Angelucci, a cui passano materiale probatorio illegittimo con cui alimentano la campagna del fango, di cui sono specialisti con alcuni trombettieri sulle tv amiche. Tutto questo funziona a un patto: che gli italiani siano tutti tonti". L'unica colpa del Giornale, sin dal 2020, è di aver cercato di ricostruire la verità su quei giorni - che evidentemente Conte teme - anche con richieste di accessi agli atti e prima ancora che la commissione esistesse o venisse anche solo ipotizzata.
Da qui l'ennesima balla: "Comuni cittadini potranno essere ascoltati come testimoni in totale segretezza, potranno essere torchiati ben bene, senza neppure la presenza dei parlamentari", è la versione avvelenata di Conte. Ma le cose non stanno affatto così.
Gli interrogatori vengono consegnati ai commissari e i soggetti sono chiamati a rispondere dei loro interrogatori ai commissari, come è avvenuto nei giorni scorsi con l'avvocato Nicoletta Spaziani per la vicenda Altadis: il vero precedente pericoloso è l'ennesimo attacco a inquirenti della Finanza, magistrati, consulenti e auditi che in due anni hanno ricostruito i pasticci del Covid, già manifestatisi in aula nei confronti sia del whistleblower delle Dogane minacciato per il dossier che Fraccaro dice di aver ignorato, sia degli ufficiali Gdf che ne confermarono la bontà sequestrando le mascherine del commissario all'Emergenza Covid Domenico Arcuri come fece il maggiore Eugenio Marmorale, accusato di "confondere mele e pere" quando demolì la vulgata delle mascherine cinesi "buone" visto che manca la prova che non lo siano (in cui purtroppo ieri è inciampato anche il Foglio) con carte inattaccabili, tra cui il decreto del tribunale di Gorizia che conferma il sequestro delle mascherine strapagate dal commissario all'Emergenza Domenico Arcuri a un consorzio di tre aziende cinesi fantasma con a capo un personaggio vicino alla mafia cinese. "La sinistra teme ulteriori scandali? Fa bene ad avere paura", li rintuzza Alice Buonguerrieri, capogruppo Fdi in commissione.