Conte sogna di farsi il partito: ecco chi vuole imbarcare

Con il M5s e il Pd in crisi di consenso, il premier sarebbe al lavoro per dare vita a una propria lista elettorale. Il possibile nome

Conte sogna di farsi il partito: ecco chi vuole imbarcare

Sembra non essere più una mera suggestione da fantapolitica: Giuseppe Conte starebbe seriamente pensando di lanciare il proprio partito. Se ne era iniziato a parlare con una certa insistenza a inizio giugno e anche più di un istituto demoscopico si era messo al lavoro per capire quante potesse valere una lista elettorale del presidente del Consiglio.

A quanto pare, i numeri raccolti negli scorsi mesi da Emg, Ixè e YouTrend devono aver convinto il sedicente avvocato del popolo; nei sondaggi, infatti, il suo partito registrava consensi tra il 12% e il 15%.

Rumors, indiscrezioni e smentite. A metà del mese di giugno, intervistato da La Repubblica, il premier giallorosso smentita seccamente la possibilità di vederlo fondatore e leader di una propria formazione politica: "Io sono qui non per interessi personali o per coltivare un mio partito, o per favorire miei amici e conoscenti, ma per svolgere questo servizio. Un incarico di rilievo diventato ancora più gravoso per l’emergenza. Sarebbe folle da parte mia dedicare anche solo un minimo di energie a questi pensieri".

Le cose, però, sembrano essere cambiate. Con il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico in crisi di consenso – per i giallorossi l’appuntamento elettorale delle Regionali sarà un bivio cruciale – l’attuale inquilino di Palazzo Chigi si sarebbe convinto.

In tutti questi mesi, nonostante le perenni liti all’interno della maggioranza giallorossa – e la gestione non troppo brillante dell’emergenza sanitaria ed economica causa pandemia di coronavirus –, Conte gode ancora di un alto gradimento da parte degli italiani. Un gradimento che potrebbe, appunto, convertire in voti. Potenzialmente, visti gli ultimi sondaggi, un partito personale del premier potrebbe intercettare più voti di quello stesso M5s che lo indicò come premier nella primavera del 2018.

Come scritto negli scorsi mesi da Stefano Zurlo per ilGiornale, la creatura politica del presidente del Consiglio potrebbe chiamarsi "Con-te". Nome certamente un azzardo. E il partito potrebbe imbarcare molti ex grillini fuoriusciti o espulsi dalla compagine pentastellata, ma anche esponenti della vecchia Democrazia Cristiana, come Bruno Tabacchi e Angelo Zanza.

Ma non solo: nell’obiettivo di Conte di (ri)creare un polo centrista dovrebbero entrare anche anime ambientaliste. Insomma, un asse trasversale cristiano-ecologista. Non a caso fra un mese, due settimane dopo l’esito delle Regionali, Conte parteciperà a un convegno a Saint-Vincent dedicato all’ecologia e religione insieme all’ex leader di Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, Rocco Buttiglione e gli azzurri Michela Vittoria Brambilla e Renato Schifani. Potrebbe essere proprio quella l’occasione per annunciare la nascita della lista, la (non) exit-strategy di Conte, che di mollare la presa - e la poltrona - pare proprio non averne alcuna intenzione.

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