Di Battista e Arcuri al governo: le mosse per salvare Conte

Mentre è in corso il tavolo di lavoro sul programma di governo, impazza il toto-ministri e fervono le trattative per il Conte Ter. Via Bonafede, dentro Arcuri e Di Battista

Di Battista e Arcuri al governo: le mosse per salvare Conte

Tutto cambia perché nulla cambi. In queste ore, mentre è in corso il tavolo di lavoro sul programma di governo con il presidente Roberto Fico e i capigruppo della maggioranza, parallelamente impazza il toto-ministri e fervono le trattative per dar vita al Conte Ter.

Le indiscrezioni raccolte da ilGiornale.it confermano, infatti, che 'l'Avvocato del Popolo' dovrebbe riuscire nuovamente a mantenere il suo scranno a Palazzo Chigi. Ma non solo. Il 'super commissario' Domenico Arcuri potrebbe prendere il posto del grillino Stefano Patuanelli al ministero dello Sviluppo Economico, dicastero sul quale ha messo gli occhi anche Maria Elena Boschi. Il premier, inoltre, avrebbe blindato il suo portavoce Rocco Casalino, sempre al centro di forti polemiche e nel mirino di Italia Viva. Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe, lascerebbe il posto a un altro fedelissimo del premier Conte, ossia al pentastellato Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica e agli investimenti.

Matteo Renzi, dal canto suo, otterrebbe la riconferma di Teresa Bellanova al ministero dell'Agricoltura e il dicastero della Difesa che passerebbe dal dem Lorenzo Guerini (ex renziano di ferro) a Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva. Un'altra vittoria importante per il senatore di Scandicci sarebbe la fuoriuscita dalla compagine di governo di Alfonso Bonafede, attuale capodelegazione M5S nonché l'uomo che due anni fa propose e sponsorizzò Conte nel ruolo di presidente del Consiglio. Al ministero della Giustizia tornerebbe Andrea Orlando, vicesegretario del Partito Democratico. Una mossa, quest'ultima, che manderebbe definitivamente in soffitta la riforma della prescrizione. Al Mef dovrebbe rimanere il ministro Roberto Gualtieri, blindatissimo non solo dal Pd, ma anche dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

In questo rimescolamento complessivo di caselle, come si sussurra già da questa estate, le ministre Nunzia Catalfo e Paola De Micheli salterebbero. Il ministero del Lavoro sarebbe affidato alla piddina Debora Serracchiani (quota Franceschini), mentre Stefano Buffagni da viceministro allo Sviluppo economico sarebbe promosso a ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Altri tre ministeri sarebbero occupati dal M5S. Il siciliano Giancarlo Cancelleri, attuale viceministro dei Trasporti, diventerebbe ministro per il Sud al posto del piddino Giuseppe Provenzano. Il reggente dei Cinquestelle, Vito Crimi, andrebbe al ministero dell'Interno dove ora siede Luciana Lamorgese.

La vera novità in casa M5S sarebbe l'ingresso di Alessandro Di Battista come sostituto di Paola Pisano al ministero per l'Innovazione, una mossa che taciterebbe la fronda interna anti-renziana. Una fronda che negli ultimi giorni sarebbe cresciuta numericamente in maniera notevole, ma che proprio ieri mattina ha annullato una riunione che si sarebbe dovuta tenere su una piattaforma online. Non si tratta di una conferma del fatto che Di Battista e i suoi siano pronti a digerire Renzi, ma perlomeno è un indizio significativo che fa il paio con la promessa di un ministero. Infine, l'ex democristiano Bruno Tabacci, grande tessitore dell'operazione responsabili alla Camera, otterrebbe il ministero della Famiglia. E così, ancora una volta, il grande teatrino della politica chiuderebbe la crisi di governo più pazza del mondo.

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