"Coprivo gli affari sporchi di Trump"

L'ex legale Michael Cohen, condannato a tre anni, minaccia: «Adesso dirò tutto»

Il presidente degli Stati Uniti ha ora motivo di preoccuparsi seriamente: il suo ex avvocato Michael Cohen è stato sì condannato a tre anni di carcere, ma da adesso in avanti - come ha dichiarato il suo consigliere Lanny Davis - «si sentirà libero di dire la piena verità. Dopo che il procuratore speciale Robert Mueller avrà pubblicato il suo rapporto - ha aggiunto Davis - ci saranno altre dichiarazioni con cui Cohen dirà la verità su Donald Trump».

Cohen è stato condannato per aver evaso il fisco, mentito al Congresso sui suoi rapporti con i russi e violato la legge elettorale sul finanziamento, crimini commessi all'epoca in cui lavorava per il presidente. Prima della lettura della sentenza, il giudice ha dato a Cohen la possibilità di fare una dichiarazione, che è stata fatta e il cui contenuto è sintetizzabile in una frase: «Il mio lavoro era quello di coprire gli affari sporchi di Donald Trump». Frase che ha tutta l'aria di essere l'anticipazione di altre rivelazioni più concrete che Cohen potrà fare d'ora in avanti. L'avvocato Cohen, ad esempio, potrebbe fare i nomi delle persone con cui era in contatto alla Casa Bianca per conto del suo illustre ex cliente, o magari rivelare cosa Trump gli avrebbe detto quando gli diede l'incarico di pagare con 130mila dollari la pornostar Stormy Daniels o l'altra modella con cui risulta che abbia avuto una relazione mentre era sposato con Melania per ottenerne il silenzio.

Nella sua dichiarazione davanti al giudice newyorkese, Cohen ha usato toni che devono aver fatto correre dei lunghi brividi lungo la schiena di Donald Trump, soprattutto quando ha detto di assumersi la responsabilità per i propri reati, «anche quelli che coinvolgono il presidente degli Stati Uniti d'America».

Cohen ha anche affermato di «aver vissuto in una prigione mentale e personale» fin dal primo giorno di lavoro per Trump. E la collaboratrice del procuratore Mueller Jeannie Rhee si è detta convinta che Cohen abbia fornito «informazioni credibili e di valore sui legami tra la campagna di Trump e uno Stato straniero».

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