Il copyright sul paradiso

Ferdinando Sciabbarrà è un uomo riservato. Da cinque anni il suo tesoro è venuto allo scoperto. È lui il re della Scala dei Turchi. La scogliera più bianca di Sicilia, la meraviglia della candida parete a gradoni miracolo di natura che illumina gli occhi poco dopo aver lasciato la Valle dei Templi di Agrigento, è sua. Di Sciabarrà Ferdinando pensionato, ex dirigente della Camera di Commercio di Agrigento. Eppure volente o nolente il suo nome continua a circolare come un prezzemolo. La notizia che la Scala dei Turchi è privata è diventata di dominio pubblico una manciata di anni fa, ma ora c'è da sistemare la questione: come può il Comune di Realmonte tutelare una scogliera di proprietà di un cittadino? Sul tavolo del sindaco Calogero Zicari è arrivata in questi giorni una bozza di accordo: la Scala dei Turchi può diventare patrimonio municipale, ma a un patto: i diritti di immagine, il «brand Scala dei Turchi», devono rimanere per la maggior parte appannaggio di Sciabbarrà.

Nel dettaglio: qualsiasi foto o ripresa prodotta a fini commerciali ai piedi o in cima alla candida scalinata di roccia a pochi chilometri dalla casa di Luigi Pirandello, da qui ai prossimi settanta anni, deve essere autorizzata da Sciabbarrà, a cui la casa cinematografica, o pubblicitaria o di moda, deve versare il 70% del dovuto. Il restante 30% andrebbe al Comune di Realmonte. Non si parla di post su Instagram o di selfie su Facebook, ma se da quel post e se quel selfie si ricava un guadagno allora sì, bisogna pagare l'obolo nelle proporzioni descritte. Il consigliere regionale del Pd Michele Catanzaro ha già preparato un' interrogazione da presentare con il suo gruppo al governatore Nello Musumeci. Il sindaco Zicari puntualizza: il documento deve essere discusso da giunta e consiglio comunale, e comunque «se i cittadini non vorranno, sono pronto a bloccare tutto».

Mentre a Realmonte si discute con passione sui diritti d'immagine della costa, poco più a nord, provincia di Palermo, l'Isola delle Femmine potrebbe essere acquistata da un'azienda straniera: gli eredi di Rosolino Pilo, proprietari dell'isolotto, l'hanno messa sul mercato attraverso una società immobiliare di Arezzo, la Romolini. L'acquirente sarebbe stato trovato e l'operazione dovrebbe concludersi entro il mese di settembre. Il prezzo indicato sul sito dell'agenzia è 2-3 milioni di euro: «Quest'isola di 15 ettari è perfetta per chi è alla ricerca di un luogo in cui vivere in tutta tranquillità», si legge ancora dal sito. L'Isola delle Femmine, riserva naturale, si trova di fronte all'omonimo Comune, dove il sindaco Stefano Bologna rivendica il vincolo municipale sulla torre.

A Realmonte, invece, il primo cittadino spiega i vantaggi di un accordo che garantirebbe al Comune la proprietà del sito: «Abbiamo circa 700mila presenza l'anno alla Scala dei Turchi e il bene non è tutelato come dovrebbe», ha chiarito ai microfoni di Agrigento Notizie. «Per un concreto progetto di gestione che possa andare in bando occorre innanzitutto avere la proprietà, cosa che ad oggi non c'è. Abbiamo attivato un contenzioso con un privato, ma nel frattempo è stato introdotto l'istituto della mediazione, gli avvocati delle due parti si sono incontrati, e oggi siamo di fronte ad una bozza di programma. Anche molti consiglieri di minoranza si sono dichiarati favorevoli». Se dovesse passare l'accordo, «il Comune diventerebbe proprietario per intero della Scala dei Turchi e a questo punto potremmo fare un concreto piano di gestione, mettere un biglietto d'ingresso, disciplinare il sito con guide, tutelare il bene e dare la possibilità di posti di lavoro». Una parte dei proventi del ticket andrebbe ovviamente al signor Sciabbarrà.

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Commenti

cgf

Dom, 15/09/2019 - 09:53

io mi domando come può un pezzo di costa essere privato quando dovrebbe essere demaniale? OK, non è itaGlia ma Sicilia