Speranza ora prova a frenare: "Perché non ci sarà il lockdown"

Il ministro della Salute esclude una nuova quarantena nazionale: "Dobbiamo convivere con il virus ed evitare rischi inutili". E si appella ai giovani: "Dateci una mano"

Il ministro della Salute, Roberto Speranza
Il ministro della Salute, Roberto Speranza

Il timore degli italiani è che tra qualche settimana possa essere messo in atto un nuovo lockdown nazionale: i terribili mesi che hanno caratterizzato l'emergenza Coronavirus continuano a lasciare il segno, ma la priorità resta comunque la riapertura delle scuole. Tuttavia il ritorno sui banchi di scuola da molti è visto ancora incerto, considerando che un drastico aumento dei contagi potrebbe imporre ancora la didattica a distanza. Va però sottolineato che da Roberto Speranza sono arrivate parole chiare e decise che non lasciano campo a libere interpretazioni: "Non ci sarà un nuovo lockdown". Una certezza che nasce da due consapevolezze principali: il nostro Servizio sanitario nazionale si è molto rafforzato e la situazione non è paragonabile a quella di febbraio-marzo, "quando avevamo una curva di contagi fuori controllo e non avevamo un apparato pronto a tracciare e isolare i casi".

Il governo aveva deciso di sposare la causa del lockdown perché improvvisamente ha avuto la sensazione che andasse in collasso il servizio sanitario: nel nostro Paese vi erano 5mila posti di terapia intensiva, mentre ora sono raddoppiati. "La valutazione mia e dei colleghi europei è che non avremo questa ricaduta, quanto più riusciremo a tenere in salvaguardia gli anziani e i più fragili", ha spiegato il ministro della salute. La situazione verrà costantemente monitorata, con il pericolo del moltiplicarsi dei focolai che resta vivo. Ma bisogna sottolineare che per fare una zona rossa "deve esplodere un territorio", invece in questo momento c'è più "una diffusione e non un'esplosione".

"I giovani ci diano una mano"

Il titolare del dicastero di Viale Giorgio Ribotta ha riconosciuto come sia in atto una fase di convivenza con il Covid-19 "prendendoci dei rischi, il tasso zero contagi non esiste". Anche perché per azzerarlo ci voleva un lockdown per altri 3-4 mesi: "Dobbiamo controllarlo ed evitare rischi inutili". Il ministro - reduce dal colloquio con i suoi omologhi francese, spagnolo e tedesco - ha parlato pure del cambiamento della consistenza anagrafica, con un numero di giovani coinvolti significativo e l'età media spostata a 30-32 anni. Una tendenza che, almeno per il momento, produce meno impatto sugli ospedali: "Oggi la media di età è molto bassa e sul trentenne il Covid non ha l'effetto che ha sul settantenne. E quindi l'impatto sul servizio sanitario è relativo".

Speranza, nell'intervista rilasciata a La Stampa, ha lanciato un appello ai ragazzi italiani: "Dateci una mano a tenere sotto controllo i contagi per tutelare genitori e nonni quando tornate dalle vacanze: non esagerate". Infine la sua posizione sulla riapertura delle scuole è netta: non solo bisogna riaprirle, ma si deve anche farle restare aperte. "È un punto fondamentale, la scuola deve riaprire, punto e basta", ha concluso.

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