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Così la nuova legge sui rimpatri ridurrà le scelte ideologiche dei magistrati filo clandestini

Allontanamenti effettivi entro le 12 settimane. Stop alle domande d'asilo per evitare l'espulsione

Così la nuova legge sui rimpatri ridurrà le scelte ideologiche dei magistrati filo clandestini
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Solo la "maggioranza di Giorgia Meloni" e l'asse Ppe-destre-liberali che la sinistra teme, con Elly Schlein che minaccia di sfiduciare Ursula Von der Leyen ("Mai dare per scontati i nostri voti"), poteva concepire un sistema dove si concede la protezione per chi ne ha diritto e il rimpatrio per chi non ce l'ha (oggi siamo appena al 20%), con uno stop importante alla solita giurisprudenza creativa. Che si è nutrita delle ambiguità contenute della famigerata e disastrosa Direttiva del 2008, sostituita finalmente dal nuovo regolamento Rimpatri, che saranno finalmente operativi, non più a singhiozzo come oggi. "In Italia si entra solo legalmente, sono i governi e non scafisti o Ong finanziate da privati a gestire i flussi migratori", spiega al Giornale Sara Kelany (foto), responsabile Immigrazione di Fdi, secondo cui a tre anni dalla firma del Memorandum Ue-Tunisia voluto da Giorgia Meloni "e altrettanto osteggiato dalla sinistra, gli arrivi irregolari di migranti da quel Paese sono calati del 97 per cento". È questo il senso della stretta impressa dalla Ue a tutela del "vero" diritto d'asilo contro richieste strumentali di protezione internazionale che servono spesso ad aggirare decreti di espulsione di persone con condanne pesanti per reati di violenza sessuale, furti e aggressioni ai poliziotti, e che rimesse in libertà si danno alla macchia o commettono altri crimini a causa di ritardi nell'esecuzione, difficoltà nel trattenimento o ricorsi senza fondamento.

La competenza torna dalle Corti d'Appello alle sezioni Immigrazione dei tribunali. È nei cosiddetti Return hubs che saranno trasferiti subito i migranti destinatari di un Ordine europeo di rimpatrio, che a differenza del passato varrà in tutta l'area Schengen. Sempre meno persone si avventureranno in viaggi pericolosi sapendo che rischiano di essere detenuti fino a 30 mesi e poi espulsi da tutta Europa via Cpr o nei Return hubs extra Ue, nei quali mai verranno spediti i minori. Resta il tema dell'eventuale compressione dei diritti, che spesso passa da una presunta errata informazione delle procedure d'asilo che, anche se non dimostrata, può far scattare la permanenza in Italia. Verrà privilegiato il rimpatrio volontario, nel proprio Paese o verso altri "sicuri" che accettino formalmente il ritorno della persona, incoraggiando l'ipotesi di lasciare spontaneamente il territorio e punendo con il trattenimento o la reclusione chi non collabora.

Con la lista Ue dei "Paesi di origine sicuri" da cui sarà difficilissimo concedere asilo e la riforma del concetto di "Paese terzo sicuro" per il rimpatrio il sistema è più rapido, credibile ed efficace, grazie alle procedure accelerate e di frontiera entro un massimo di 12 settimane. Il richiedente dovrà dimostrare circostanze che giustifichino la protezione, non sarà più il magistrato ad agevolare diritti d'asilo senza presupposti come avviene oggi.

Chi può rappresentare una seria minaccia per l'ordine pubblico avrà una corsia privilegiata, a differenza di quanto

avviene oggi con domande di asilo chiaramente strumentali a evitare l'espulsione. È la fine degli abusi procedurali, con l'addio al gratuito patrocinio obbligatorio e lo stop all'automatismo tra ricorso e ritardata espulsione.

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