"Costituente islamica". Così i musulmani vogliono farsi partito

Il progetto di un nuovo soggetto istituzionale di rappresentanza: "M5s? Modello interessante" CRISTIANI SOTTO TIRO A CASA NOSTRA: SOSTIENI IL REPORTAGE

"Costituente islamica". Così i musulmani vogliono farsi partito

Una «assemblea costituente» dell'islam italiano. Ci siamo, dunque. Siamo al progetto concreto di dare una rappresentanza ai musulmani italiani, con tanto di scadenze e «road map».

A lanciarlo, Hamza Roberto Piccardo, che con grande dedizione si è messo al lavoro sull'idea della Costituente, che dovrebbe essere votata on line (in primavera) con l'obiettivo di dare ai musulmani, «a prescindere dagli orientamenti giurisprudenziali, ideologici e obbedienze», una «rappresentanza democratica che possa interagire con le istituzioni, i media e l'insieme della società civile». «In poche settimane - ha spiegato l'imam - redigeremo un documento programmatico, speriamo di mettere on line la piattaforma web e proporremo le regole generali per accedere al voto». Significativo che l'idea, «in canna da tempo», sia stata lanciata proprio nel giorno in cui alcuni musulmani hanno fatto partecipato o assistito alle funzioni religiose nelle chiese cattoliche, come segno di pace dopo la barbara uccisione di padre Jacques Hamel a Rouen. Davide Piccardo, figlio di Hamza è coordinatore delle moschee milanesi aderenti al Caim. E condividono la simpatia per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: «Torna grande nazione musulmana» ha detto Hamza. Ma quella di Piccardo senior è una figura centrale nel radicamento dell'islam in Italia. Oggi punto di riferimento delle moschee liguri, è conosciuto come un instancabile promotore di iniziative culturali, editoriali e associative nel mondo delle moschee di casa nostra. Autore di una (controversa) traduzione del Corano, è fra gli esponenti del European Muslim Network e ha fatto gli onori di casa quando a Milano, alla vigilia delle elezioni, è stato invitato Tariq Ramadan, «star» carismatica dei musulmani europei, da molti considerato l'emblema di un islam ambiguo e bifronte. Piccardo, soprattutto, è stato fra i fondatori dell'Ucoii, e nel consiglio dell'Unione delle comunità islamiche è tornato a sedere nel 2010. Oggi evidentemente qualche motivo di dissenso lo ha indotto a compiere questo strappo.

La Costituente, dunque. Un'altra Ucoii, nell'ipotesi minimalista. Un'organizzazione capace di sopperire alla storica carenza di gerarchie islamiche organizzate. Si potrebbe trattare, dunque, di una sorta di «sindacato» dei centri islamici, in grado di negoziare con lo Stato italiano partite decisive: gli eventuali finanziamenti (come l'8 per mille, invocato da molti, non solo musulmani) o la regolamentazione degli imam, o la presenza nelle carceri, nervo scoperto del proselitismo. L'ambizione di fondare un grande sindacato delle moschee italiane, tuttavia, nascerebbe accompagnato dalla prevedibile freddezza delle altre organizzazioni, già dotate a loro volta di leader, sedi, referenti locali. Qualcuno già obietta che sarebbe tutta da chiarire la legittimità di questa Costituente. E sarebbe soprattutto da chiarire e tracciare il percorso dei fondi eventualmente utilizzati per finanziare un'operazione del genere.

Un'altra lettura è invece suggerita dal nome prescelto, che evoca la fase costituente della Repubblica italiana nell'immediato dopoguerra. Saremmo alla creazione di un soggetto che è qualcosa di più di un'associazione di moschee. Stiamo parlando di rappresentanza generale, politica. Piccardo, d'altra parte, parla di «uno strumento Costituente la Comunità Islamica italiana, nelle sue componenti sociali, culturali e di orientamento giuridico e spirituale». E un modello in mente ce l'ha. Una specie di movimento 5 Stelle? «Il modello è interessante e innovativo - ammette - e risponde alle esigenze di chi non ha denaro né voglia di profondersi in un'organizzazione partitica».

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