Covid, l'Italia ricorda le vittime. Mattarella: "Ci inchiniamo"

Il presidente della Repubblica invita a guardare alla "vita rinnovata". Ma l'Iss avverte: numeri in crescita

Covid, l'Italia ricorda le vittime. Mattarella: "Ci inchiniamo"

È la giornata per commemorare i centocinquantasettemila morti uccisi dal Covid e lo strazio delle famiglie, per ricordare i due anni di pandemia che vorremmo dimenticare, buttando le mascherine e stracciando i green pass. L'Oms non ha detto stop, sono ancora 76.250 i nuovi contagi e 165 le vittime di ieri. Siamo però passati alla fase della «convivenza», come dicono i virologi Fabrizio Pregliasco e Matteo Bassetti, mentre il ministro della Salute, Roberto Speranza, invita alla «prudenza». Il report settimanale dell'Istituto superiore di Sanità prevede che il numero dei ricoveri torni a risalire, ma nessuno si oppone alle riaperture. Il peggio è alle spalle.

Il presidente della Repubblica invita a guardare alla «vita rinnovata» ottenuta grazie a restrizioni sacrifici. Ma richiama una delle giornate più buie, quando Bergamo era l'epicentro della catastrofe e il Covid sembrava imbattibile, medici e infermieri cadevano come al fronte, i focolai si moltiplicavano, gli anziani, fuori e dentro le Rsa, vivevano ogni giorno come l'ultimo. Dice Mattarella: «La data del 18 marzo 2020 rimane incisa nella memoria degli italiani. Un'immagine, quella dei mezzi militari che a Bergamo trasportavano le vittime falcidiate da un virus allora ancora sconosciuto, che racchiudeva il dramma dell'intera pandemia. Alla memoria delle vittime ci inchiniamo», «ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla salvaguardia della salute del Paese». La Polizia commemora le proprie vittime su Facebook, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ricorda anche le vittime tra le Forze armate e ai Vigili del Fuoco. La Chiesa italiana prega per le vittime del Covid.

Una scultura è stata inaugurata nel Bosco della memoria di Bergamo, per ricordare chi non ce l'ha fatta. Giuseppe Conte, premier dal giugno 2018 al gennaio 2021, ricorda che il tragico corteo di Bergamo lo colpì «nel pieno di riunioni frenetiche, nel corso delle quali eravamo chiamati a prendere decisioni molto pesanti, che non avevano precedenti». Dice il premier Mario Draghi: «A tutte le persone morte durante la pandemia e ai loro cari la vicinanza del governo e mia personale».

Se il presidente della Camera, Roberto Fico, ha deposto una corona durante la cerimonia, chiedendo di «rafforzare la sanità», parla di costruire «una memoria collettiva» la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. «Dopo due anni iniziamo a riconquistare la normalità» dice il vicepresidente azzurro Antonio Tajani. «Serviranno ancora accortezza e gradualità» condivide la presidente dei senatori dem, Simona Malpezzi.

Il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro lancia l'allarme per le «quote importanti di non vaccinati e senza booster», anticipa che «è verosimile che nelle prossime settimane i numeri dei ricoveri comincino a salire». Conferma Gianni Rezza, direttore prevenzione del ministero della Salute: l'incidenza è a 725 ogni 100 mila abitanti e l'Rt a 0,94, di poco sotto la soglia dell'uno, oltre la quale l'epidemia è destinata a diffondersi. Allarme per i ragazzi tra i 10 e i 19 anni. L'Iss sottolinea che il virus circola in tutte le fasce d'età e quattro Regioni sono ancora ad alto rischio, 15 a rischio moderato. Non c'è più la Lombardia e per questo l'assessore alla Salute Letizia Moratti vede «una nuova stagione vicina alla primavera».

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