Cranio randagio, il rapper morto in casa dell'amico

Aveva partecipato a «X Factor» nel team di Mika Forse è stato ucciso da un mix di alcol e droga

Cranio randagio, il rapper morto in casa dell'amico

Roma - «Io volerò via». Mai ritornello poteva essere più profetico. Ora nelle orecchie dei suoi amici, gli amici di Vittorio Bos Andrei noto col nome d'arte Cranio Randagio, risuonerà come un triste verdetto questo ritornello tratto da uno dei suoi pezzi più famosi: Petrolio, che avrebbe dovuto diventare il pezzo forte del suo nuovo cd ancora in lavorazione ma del quale è stato già prodotto un video che sta spopolando in rete. Vittorio è morto nella notte tra venerdì e sabato. Mentre era ospite in casa di amici in un appartamento del quartiere della Balduina a Roma. Oggi verranno svolti gli esami autoptici di rito nel vicino policlinico Gemelli dove è stato trasportato sabato quando il suo ospite si era accorto del decesso.

Bos Andrei, o meglio Cranio Randagio, era un rapper molto conosciuto nell'ambiente dei fan di questo genere musicale. E aveva ottenuto anche il suo momento di notorietà partecipando al programma televisivo X Factor nella passata stagione.

Gli inquirenti, per il momento, non escludono nessuna causa per la morte improvvisa del ragazzo, che aveva solo 22 anni ed era fresco di laurea. Potrebbe essere morto nel sonno per cause naturali - spiegano gli agenti del Commissariato Monte Mario - oppure potrebbe essere stato fatale un mix di alcol e droga.

«Quando incontri qualcuno tanto giovane, non immagini che la sua vita potrebbe finire così presto». A parlare è Mika che aveva selezionato Bos Andrei per la passata edizione di X Factor. «Ricorderemo la sua grande voglia fare musica e condividere quello che sentiva - aggiunge il cantante su Twitter - Il mio pensiero va alla madre e la famiglia di Vittorio Cranio Randagio».

Anche la trasmissione di Sky l'ha voluto ricordare. Sempre sfruttando la ribalta di Twitter. Sopra una foto del giovane, immortalato durante lo spettacolo televisivo, campeggia una citazione di una sua canzone «Il calore di 'ste luci non scalderà il cuore, il mio cuore è già bollente, il voglio di più».

Fenomeno di successo anche su Facebook e su Youtube, il giovane artista romano si divideva tra la Capitale e Milano. E infatti il suo primo cd si intitolava proprio 02 06 Crescere. Un lavoro, questo primo impegno discografico, che gli aveva fatto decidere di dedicarsi alla musica a tempo pieno. Proprio nelle ultime settimane faceva la spola tra le due città per registrare il suo secondo cd. Era pieno di progetti e di voglia di fare, come hanno spiegato gli amici. Tra i tanti colleghi della scena rap romana che l'hanno conosciuto c'è anche Tommaso Zanello, in arte Er Piotta. Zanello l'ha voluto ricordare con un post su Facebook che punta l'indice contro le approssimazioni giornalistiche e le generalizzazioni dei media. «Meno male che Vittorio l'ho conosciuto di persona, seppur solo di recente - spiega il rapper romano -. A conoscerlo dall'ennesimo titolo scritto ad arte per monetizzare e fare click, la sua sembrerebbe la vita di un artista maledetto. Nulla di più falso. Ho avuto modo di apprezzarlo sul palco, a tavola, e nei fidati racconti di un amico comune come Francesco Squarta Caligiuri. Vittorio era un ragazzo in gamba, puntuale, lucido. Un artista creativo, prolifico, serio».

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