Le critiche di Salvini su parlamentari e seggi agitano le acque in Fi

Nelle chat interne Fascina risponde a Brunetta. "Sto con Matteo, ci sono troppi voltagabbana"

Le critiche di Salvini su parlamentari e seggi agitano le acque in Fi

È un passaggio storico quello che si profila all'orizzonte. Per la prima volta dalla fine della Prima Repubblica non si potrà eleggere un presidente della Repubblica senza tenere conto della volontà del centrodestra. Una circostanza resa chiara dai numeri parlamentari, ma anche dalla percezione del consenso e di sondaggi che da almeno 24 mesi sono inequivocabilmente a favore di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Pochi giorni fa la coalizione alla presenza dei leader ha sancito un patto di ferro, partendo da un presupposto: basta diatribe interne, bisogna muoversi nel segno dell'unità comunicando all'esterno assoluta coesione.

È per questo che la replica di Renato Brunetta a Matteo Salvini autore di un generico j'accuse contro «la maggior parte dei parlamentari» attenti più alla propria ricandidatura che al bene del Paese è stata interpretata ai piani alti di Forza Italia come una dissonanza rispetto a una indicazione sposata da tutti e dallo stesso titolare della Funzione Pubblica, presente al vertice del centrodestra. Il ministro aveva fatto notare che «in base alla mia esperienza di otto mesi di governo non posso che dare un giudizio straordinariamente positivo del lavoro dei parlamentari tutti, sia di maggioranza che di opposizione». Il giorno dopo Marta Fascina, parlamentare e compagna di Silvio Berlusconi, dice la sua nella chat dei deputati azzurri, un messaggio che va a sposare la tesi del leader della Lega. «Salvini ha detto una cosa corretta e che condivido. La maggior parte dei parlamentari di queste Camere, che hanno il record storico per numero di voltagabbana», si sarebbe sfogata la fidanzata del Cav, «ha come obiettivo la fine della legislatura, la pensione che matura a settembre 2022 e la conferma del proprio seggio». Un messaggio evidentemente condiviso anche dal Cavaliere.

Nella chat sono molti i parlamentari che ne sostengono le posizioni. I deputati sottolineano come sia inutile e masochistico «far emergere una spaccatura nel centrodestra», «sentendosi tirati in ballo quando non lo si è». Ritrovata la centralità di Berlusconi e alla vigilia della delicata partita del Quirinale, insomma, bisogna attenersi alla massima disciplina verbale «e mostrare compattezza in questa fase decisiva». Più prudente la posizione di Mariastella Gelmini, appartenente alla cosiddetta ala governista, convinta che Berlusconi nutra il massimo rispetto per i parlamentari, ma anche che il Parlamento riconoscerà al presidente di Forza Italia il ruolo che merita. Renato Brunetta, invece, evita di tornare sull'argomento e di alimentare la polemica.

L'altra partita che si comincia a giocare sotto traccia è quella della legge elettorale. Salvini ha lanciato il suo monito chiedendo di blindare il maggioritario e allontanare le fantasie centriste e filo-proporzionali. Una richiesta indirizzata nel vertice di Villa Grande anche direttamente a Berlusconi. «La voglia di proporzionale, di confusione e di mandare la palla in tribuna da parte di qualcuno c'è. Mi riferisco ai grandi centri, ai centroni, ai centrini e ai centretti». Enrico Letta torna sull'argomento e dice in maniera chiara che il cantiere della legge elettorale si potrà aprire soltanto dopo l'elezione del nuovo Capo dello Stato. «La discussione oggi è bloccata dal fatto che il centrodestra è concentrato sulla candidatura di Berlusconi. La mia impressione è che se ne potrà parlare dopo gennaio. Ma non si può non parlare con il centrodestra».

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