Croazia in lutto il 2 gennaio. Cento tende dall'Italia

Una serie di scosse di assestamento ha colpito la Croazia centrale, dopo il terremoto di magnitudo 6.4 che martedì ha causato la morte di almeno sette persone

Una serie di scosse di assestamento ha colpito la Croazia centrale, dopo il terremoto di magnitudo 6.4 che martedì ha causato la morte di almeno sette persone, il ferimento di oltre duecento e la devastazione di intere città e villaggi. La scossa di assestamento più forte è stata di potenza 4.7, registrata vicino alla città già più pesantemente colpita, Petrinja, dove molte persone hanno trascorso la notte in tende, auto e caserme. La pioggia è caduta la notte del sisma sull'area, rendendo le condizioni generali ancora più difficili. «Non possiamo dire buongiorno, non è una buona giornata. Abbiamo avuto la terza e quarta scossa stamane, brevi ma forti», ha commentato il sindaco di Petrinja, Darinko Dumbovic, «la gente è terrorizzata». I soccorritori hanno cercato sopravvissuti fra le macerie anche durante la notte.

Il primo ministro croato Andrej Plenkovic ha annunciato che il governo dichiarerà una giornata di lutto nazionale da rispettare sabato. Il governo ha abolito il divieto di viaggio tra Paesi che era stato previsto nelle vacanze a causa del coronavirus, ma Plenkovic ha fatto appello perché le altre misure anticontagio siano rispettate. «Stiamo ancora lottando contro il Covid-19, non sarebbe un bene allentare ora», ha affermato in una riunione del governo. L'Autorità di Sicurezza Nucleare italiana (Isin - Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione) ha fatto sapere che la centrale nucleare slovena di Krko resta in arresto automatico di sicurezza.

Intanto dall'Italia arriva un'onda di solidarietà per gli amici croati, da enti, diocesi e società civile. Cento tende sono state inviate dal nostro Paese dopo che la vice ministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, ha chiesto alla Protezione Civile di attivare le procedure per la «deliberazione dello stato di emergenza per intervento all'estero».

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