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Crosetto da Hegseth a Washington. "Italia e Usa sempre fianco a fianco"

Il summit al Pentagono. E la missione per sminare lo Stretto spacca già la sinistra

Crosetto da Hegseth a Washington. "Italia e Usa sempre fianco a fianco"
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"Non c'è alternativa al rapporto Atlantico, il nostro ruolo sarà sempre al fianco degli Stati Uniti". Da Washington, dopo l'incontro al Pentagono con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, Guido Crosetto ribadisce la centralità dell'asse transatlantico in una fase segnata dalle tensioni in Medioriente. Un faccia a faccia nel quale il capo del Pentagono ha riconosciuto all'Italia un ruolo crescente nello scenario europeo, sostenendo che la leadership italiana nella difesa continentale è dovuta "in gran parte all'impegno del primo ministro" Giorgia Meloni.

Nel colloquio è emerso anche il tema del riequilibrio degli oneri all'interno dell'Alleanza. Hegseth ha sottolineato che, per costruire una "Nato 3.0", gli alleati europei, Italia compresa, "devono fare di più" e assumersi una quota maggiore della responsabilità per la difesa convenzionale del continente. Crosetto, dal canto suo, ha escluso di aver colto segnali di un disimpegno americano dalle basi italiane. Al contrario, ha spiegato che la cooperazione con Roma continua a essere considerata "molto importante" da Washington, mentre l'eventuale riduzione di alcuni asset Usa in Europa potrebbe essere compensata da capacità europee. Nessuna polemica sui fondi per la Difesa. "Io sono un umile utilizzatore dei fondi che mi mette a disposizione il Parlamento e il ministro dell'Economia".

È in questo quadro che si inserisce il dossier relativo alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Giorgia Meloni ha confermato la disponibilità dell'Italia a contribuire a una presenza navale internazionale per garantire la piena riapertura del passaggio strategico tra Golfo Persico e Oceano Indiano, precisando però che qualsiasi coinvolgimento richiederà il via libera del Parlamento. Ma se per la maggioranza il passaggio parlamentare non dovrebbe rappresentare un ostacolo, complesso appare il quadro delle opposizioni. Sul dossier Hormuz rischiano di riemergere le differenze che attraversano il centrosinistra, dall'Ucraina al Medio Oriente, fino all'aumento delle spese militari.

Per il momento Elly Schlein invita l'Italia a rafforzare il ruolo delle sedi multilaterali, ricordando che "l'Italia ripudia la guerra". Un'impostazione che lascia aperto l'interrogativo sul comportamento del Pd: sostegno a una missione internazionale di sicurezza o scelta di marcare la distanza dall'esecutivo? Angelo Bonelli, per Avs, continua a denunciare quella che definisce una "guerra criminale".

Sullo sfondo resta il Movimento Cinque Stelle, tradizionalmente contrario a nuove missioni militari. Per le opposizioni il rischio è quello di ritrovarsi ancora una volta divise sul terreno dove più faticano a costruire una posizione comune: la politica estera.

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