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Le cure volontarie e i limiti del sistema. Ma per l'emergenza stanziati 285 milioni

In Italia oltre 3,5 milioni di persone soffrono di disturbi mentali, solo in 845mila sono seguiti. Le Asl non hanno poteri coercitivi. Agli irregolari viene concesso l'anonimato

Le cure volontarie e i limiti del sistema. Ma per l'emergenza stanziati 285 milioni
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1. Quanti malati psichiatrici ci sono in Italia?

Oltre 3,5 milioni di persone convivono con disturbi psichiatrici. Di questi, circa 845mila sono seguiti attivamente dai servizi pubblici dei Dipartimenti di Salute Mentale. Si stima che gli stranieri siano il 5% di questa cifra, circa 40mila. Solo nei pronti soccorso si contano annualmente oltre 573mila accessi per problematiche di natura psichiatrica.

2. I numeri sono in aumento?

Sì, ma i rapporti ufficiali riportano i numeri di due anni prima e non vanno di pari passo con l'aggravarsi dell'emergenza psichiatrica.

3. Tutti ricevono una cura?

Si stima che circa 4,5 milioni di italiani con patologie conclamate rimangono fuori dai radar del Servizio sanitario nazionale, senza ricevere cure adeguate. Un sottobosco in cui si annidano i casi spesso più delicati e senza controllo. Ad esempio, si calcolano 2 milioni di minori con problemi di salute mentale, ma soltanto uno su 4 riceve assistenza.

4. Quali sono i disturbi più frequenti?

I più diffusi sono ansia e depressione, seguiti dalle sindromi nevrotiche e somatoformi. La schizofrenia è tra le maggiori cause si presa in carico.

5. È vero che il Governo ha tagliato i finanziamenti?

No, il nuovo piano per la Salute Mentale 2025-2030 è stato approvato il 29 dicembre 2025 ed è stato finanziato con 285 milioni di euro complessivi distribuiti nei primi tre anni (80 milioni per il 2026, 85 per il 2027 e 90 per il 2028).

6. Vengono curati anche gli stranieri?

L'assistenza per i disturbi mentali è gratuita o soggetta al pagamento del solo ticket per tutti gli stranieri, inclusi i non residenti e gli irregolari, purché ci si rivolga alle strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale. Ai non regolari viene concesso il codice Stp (straniero temporaneamente presente) e garantito l'anonimato in ospedale. In questo modo si cerca di tamponare l'emergenza, senza che soggetti potenzialmente pericolosi non vengano curati.

7. Se Salim ha interrotto le cure è perché la Asl non lo ha seguito?

Non è possibile attribuire la colpa alla Asl. In Italia, le cure psichiatriche sono volontarie. Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, Salim El Koudri ha interrotto il proprio percorso terapeutico e farmacologico in modo del tutto autonomo.

Come inizia la cura di un malato psichico?

Il primo passo è solitamente rivolgersi al proprio medico di medicina generale, che può redigere un'impegnativa per una prima visita psichiatrica. Il riferimento territoriale principale è il Centro Psico-Sociale, che garantisce visite, colloqui psicologici e la stesura di un programma di cura.

8. Quali sono le fasi della presa in carico?

Il percorso viene strutturato su misura per il paziente e si articola in una valutazione iniziale: con colloqui con un'équipe multiprofessionale (psichiatra, psicologo, infermiere, assistente sociale) per definire una diagnosi. Viene poi impostato un piano di cura personalizzato che integra terapie farmacologiche, psicoterapia e interventi di reinserimento sociale. Il paziente non viene lasciato solo ma accompagnato con un monitoraggio costante e visite di controllo periodico per valutare l'efficacia delle terapie.

9. In che sedi vengono curati i pazienti?

A seconda della gravità e della fase del disturbo, la rete dei servizi psichiatrici include i Centri diurni (strutture semiresidenziali per attività riabilitative e di socializzazione), le Comunità terapeutiche

riabilitative (strutture residenziali per percorsi intensivi di recupero dell'autonomia) e i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (reparti ospedalieri per i trattamenti in fase acuta, spesso in regime di ricovero volontario).

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