Il curriculum razzista (ma buono)

Specificare nel curriculum se si è in possesso dei requisiti richiesti e cioè specificare se si è: neri, latini, asiatici e a basso reddito

Specificare nel curriculum se si è in possesso dei requisiti richiesti e cioè specificare se si è: neri, latini, asiatici e a basso reddito. E fu così che, con la pandemia, arrivò anche un nuovo sentimento sociale: il buonismo razzista. Ventisette colossi americani, tra i quali, Amazon, Google, Microsoft, JP Morgan (riuniti nel New York Jobs Ceo Council) hanno deciso di offrire, entro il 2030, 100mila posti di lavoro, ad altrettanti newyorkesi che siano però in possesso delle suddette caratteristiche. Complice l'allarme della Federal Reserve, secondo la quale il 40 per cento degli americani avrebbe perso il lavoro durante il lockdown e sempre secondo la quale, nei quartieri a basso reddito, si sarebbe verificato il maggior numero di decessi a causa del Covid. Per qualcuno l'avvenire è ancora più chiuso che per altri, insomma. E così le grandi società hanno deciso di scendere in campo e di dare una mano concreta, di creare posti di lavoro, di far ripartire l'economia, di dare a tanti un punto d'appoggio meno esile di quello che sta offrendo il mondo in questo momento. Da lì, una specie di solidarietà selettiva, di umanità discriminante, di misericordia laica e classista. Neri, latini, asiatici e a basso reddito. E gli altri? E loro? Plauso all'impresa, ovvio. Nel miraggio confuso in cui vagano le speranze, si tratta, senza dubbio, di una benedizione. Ma perché hanno messo tanti ghettizzanti paletti? Per cercare di tuffarsi a pescare nel fondo della società, fanno sentire la società il fondo. Quelli esclusi in quanto indegni di aiuto, quelli inclusi in quanto... inclusi. La pandemia ha contribuito ad esacerbare la disuguaglianza nelle città degli Stati Uniti, è vero. Ma anche certi «bandi» non fanno che aumentarle. «La nuova iniziativa svolgerà un ruolo importante nel collegare le comunità svantaggiate alle risorse necessarie per la carriera e l'accesso alle istituzioni educative di livello mondiale di New York», ha dichiarato il governatore di New York Andrew Cuomo. Si vede che per collegare è prima necessario cintare, delimitare, definire, classificare, ghettizzare. Nulla che ci sembri includente, a dire il vero. Né per chi trova posto nel recinto delle classificazioni, né per chi ne resta fuori. Ma si vede che in nome del buonismo...

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Commenti
Ritratto di Giusto1910R

Giusto1910R

Mer, 12/08/2020 - 10:31

Sono forse le stesse domande che vengono poste in Italia per elargire case popolari, esenzione tasse, bonus di ogni tipo e genere?

ohibò44

Mer, 12/08/2020 - 12:59

Si devono essere dimenticati di chiedere “sei una donna incinta?”

capi_tan_iglu

Mer, 12/08/2020 - 13:20

Quando ero più giovane avevo vinto il bando di concorso per fare uno stage come ranger in un parco nazionale americano. Ero veramente entusiasta. Quando poi mi arrivò un modulo finale da compilare, vidi che dovevo specificare la razza (caucasica, nera, ispanica, nativa americana, ecc.), non so perché ma provai un senso di nausea. Era così importante specificare anche la razza? E per quale motivo? Intendiamoci, questo viene fatto con tutto negli USA, anche quando ci si iscrive in un college o università. Decisi di rinunciare a quell'esperienza negli USA e di accettare invece un buon lavoro in Canada.

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 12/08/2020 - 16:46

Non ci riguarda. Altro mondo, che non è detto sia peggiore del nostro. Di Maio ci faccia uno studio sopra, se ci riesce.