Dalle spiagge ai taxi piccole imprese pronte a resistere contro gli "espropri"

Tassisti in guerra per evitare che le licenze si svalutino. Brunetta sfronda la burocrazia

Dalle spiagge ai taxi piccole imprese pronte a resistere contro gli "espropri"

La reazione dell'Ue arriva poche ore dopo il via libera al ddl Concorrenza che di fatto rinvia la liberalizzazione delle concessioni delle spiagge, col plauso dei balneari e degli ambulanti. Per ora è prevista solo una mappatura dello stato dell'arte. La procedura d'infrazione verso l'Italia è stata aperta l'anno scorso, perché la direttiva Bolkestein imporrebbe le gare per le concessioni. La Lega, con Claudio Durigon, parla di pericolo sventato: «Abbiamo evitato il ritorno alla direttiva Bolkestein, che avrebbe messo a rischio il futuro di migliaia di stabilimenti balneari e decine di migliaia di posti di lavoro. Continueremo a difenderli da certe logiche europee che vorrebbero favorire i grandi gruppi a danno delle piccole e medie imprese». Ma da Palazzo Chigi trapela che il pericolo è solo rimandato. La linea non sarebbe quella di lasciare il tema balneari in sospeso, ma di attendere la sentenza del Consiglio di Stato e, in base a quella, decidere l'intervento. Infatti, in caso di bocciatura della proroga al 2033 delle concessioni in essere, confermata già dal decreto Rilancio nel 2020, il nodo gare potrebbe tornare sul tavolo. Ma i partiti si dividono: «Chi ha veramente a cuore le spiagge italiane e il settore balneare non può gioire, dovrebbe al contrario essere seriamente preoccupato e furioso per l'ennesima deroga tanto grave da essere ormai quasi ridicola. Una barzelletta che ci stiamo raccontando per non affrontare il problema, per rinviarlo, per addossare ad altri responsabilità che, come classe politica, non siamo in grado di prenderci da anni», dice Sergio Battelli, M5s, presidente della commissione Politiche europee alla Camera.

Oltre alle spiagge, si è aperto il fronte tassisti. Cresce la protesta della categoria, che si è ritrovata nel pacchetto normativo una delega per il riordino del settore. I sindacati minacciano mobilitazioni: «Al governo chiediamo l'immediato stralcio dell'ennesima ingiustizia e dell'ennesimo tentativo di consegnare il nostro settore in mano ai poteri economici forti e agli Ncc. Se il Governo non farà retromarcia risponderemo con le rime», avverte il segretario di Orsa Taxi, Rosario Gallucci. E aggiunge: «Natale avrà un sapore amaro per noi ma saremo sul piede di guerra anche perché non abbiamo più niente da perdere». Di rischi invece, parla Enrico Borghi, membro Pd del Copasir e responsabile sicurezza del partito, sulle concessioni idroelettriche e delle rinnovabili, su cui il governo è intervenuto concedendo poteri sostitutivi allo Stato in caso di ritardi delle regioni: il timore è di «scalate estere», dice il deputato, proprio mentre acquistano un'importanza sempre maggiore con la transizione energetica. Per la loro natura strategica, spiega, «serve una rilettura dell'impianto normativo del regime concessorio». Preoccupazione condivisa dall'unione dei Comuni montani, che temono che le «potenze economiche» possano «colonizzare l'Idroelettrico sui territori».

Il ministro della Pa Renato Brunetta canta vittoria perché nel ddl «abbiamo approvato anche una delega per semplificare e razionalizzare i controlli sulle imprese.

Tutte le imprese sono sottoposte a innumerevoli controlli da parte di innumerevoli autorità, tutti legittimi, ma indipendenti uno dall'altra, senza programmarli, con un'invasività quasi a voler vessare il mondo delle imprese. Questo non è più accettabile». D'ora in poi, ha assicurato il ministro, «prima di ogni controllo ci sarà una telefonata finalizzata a programmarlo».

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