
Prima incassa e poi attacca. Vincenzo De Luca (nella foto), ottenuto l'accordo per la segreteria regionale del Pd per il figlio Piero in cambio del via libera a Roberto Fico, si toglie anche la soddisfazione di bersagliare i dem di Elly Schlein. Lo fa nella sua consueta diretta social del venerdì, la prima al ritorno da quelle ferie che lo hanno consacrato ancora come il dominus del centrosinistra in Campania. E che fa De Luca? Nonostante il patto con il Nazareno in vista delle regionali rilancia e non ci va giù leggero con Schlein. La stessa che aveva promesso di liberare i dem dai "cacicchi" che spadroneggiano nei territori. Il governatore capovolge le accuse. "Decidono i cittadini, gli elettori, se una persona deve proseguire un'esperienza politica o no, non i cacicchi di Roma", è il petardo più pirotecnico lanciato dallo sceriffo. Che insiste: "Gli unici cacicchi veri sono quelli di Roma". De Luca non fa menzione della segretaria ma appare chiaro che i destinatari del messaggio sono i vertici del Pd, ispiratori della candidatura del pentastellato Fico alla presidenza della Campania.
Poi un avvertimento. "Io continuerò a dire quello che penso. Chiaro?", punge. Un contropiede finalizzato, potenzialmente, alle prossime elezioni politiche. Dove De Luca vuole un posto blindato per il figlio deputato Piero, in procinto di prendere la guida del partito in Campania. Il governatore, che annuncia anche l'uscita del suo prossimo libro, prevista per il 2 settembre, liquida come "gossip sgangherato" le indiscrezioni sull'accordo per il sostegno a Fico in cambio della segreteria regionale e piazza il mirino sulla fronte di Antonio Decaro, candidato designato del centrosinistra alla presidenza della Puglia.
Per De Luca la vicenda pugliese "è sconvolgente", con "un ipotetico candidato che pone veti su altri esponenti politici". Il riferimento è al no di Decaro alla corsa in lista di Michele Emiliano e Nichi Vendola. Soprattutto il veto su quest'ultimo, secondo il governatore campano, sarebbe "ridicolo" perché "Vendola è di un altro partito".
Decaro, insomma, con il suo niet starebbe "confessando la sua inconsistenza politica".L'ultima stilettata è per il rivale locale Gaetano Manfredi. De Luca non lo nomina ma bolla come "una vergogna" la questione della nomina del sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli. Lo sceriffo non arretra.