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Decreto sorpresa con il ripescaggio dell'accisa mobile. Un mese ai gestori per i cartelloni

I benzinai delusi: "Testo non in linea con gli impegni dell’incontro". Multe da 500 a 6mila euro per chi non comunica il prezzo al ministero.

Decreto sorpresa con il ripescaggio dell'accisa mobile. Un mese ai gestori per i cartelloni

Dal ritorno dell'accisa mobile, allo sconto da 60 euro sui trasporti per i redditi fino ai 20mila euro, fino al bonus esentasse da 200 euro per i dipendenti sulla benzina. Salta il tetto al prezzo dei carburanti nelle autostrade, ma sono confermate l'esposizione del prezzo medio per i benzinai e l'inasprimento delle sanzioni per le omissioni nella comunicazione dei prezzi al ministero. Questo è, in sintesi, il contenuto del decreto Trasparenza che ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. I dettagli del testo arrivano il giorno dopo l'incontro avvenuto con le rappresentanze delle associazioni dei benzinai a Palazzo Chigi, che aveva portato al congelamento dello sciopero del 25 e 26 gennaio, almeno fino al tavolo tecnico in programma il prossimo martedì. A rimanere spiazzate sono proprio le associazioni di categoria: «Non ci sono le novità attese in base agli impegni assunti nell'incontro di ieri», ha commentato Giuseppe Sperduto, presidente di Faib Confesercenti. «L'introduzione dell'accisa mobile, da noi richiesta più volte in questi anni, è un elemento positivo», prosegue Sperduto, «ma certamente non apprezziamo le sanzioni legate all'obbligo dell'esposizione del prezzo medio, che continuiamo a ritenere una misura del tutto inutile». Anche Roberto Di Vincenzo, presidente di Fegica, promuove la misura sull'accisa mobile, ma chiede di intervenire sui concessionari, ritenuti «i veri responsabili dei prezzi di carburanti, del caffè e dei panini, manifestamente fuori controllo».

Tornando ai contenuti del decreto, la novità più significativa è il ripescaggio della legge sull'accisa mobile del 2007, varata durante l'ultimo governo Prodi, seppur con modifiche. In pratica, l'extragettito dell'Iva andrebbe a diminuire l'importo delle accise sui carburanti contribuendo a mitigare il prezzo per i consumatori finali. Il meccanismo, però, scatterebbe se il prezzo del petrolio aumentasse, sulla media dei due mesi precedenti, rispetto al valore di riferimento, in euro, riportato nell'ultimo Def (87,6 dollari al barile per il Brent, circa 81,1 euro al cambio di ieri). Allo stesso tempo, specifica il testo del decreto, si terrà anche conto dell'eventuale diminuzione nel quadrimestre precedente.

I gestori degli impianti di rifornimento avranno addirittura fino a un mese per adeguare la cartellonistica all'esposizione del prezzo medio, che sarà esposto su base regionale sul sito del ministero per le Imprese e il Made in Italy. Un modo, forse, per prendere tempo e lasciare la porta aperta a eventuali modifiche in sede di conversione del decreto. Il dl Trasparenza, infatti, stabilisce che «la frequenza, la modalità e la tempistica delle comunicazioni» saranno definite con decreto dello stesso Mimit «da adottarsi entro 15 giorni dalla data in entrata in vigore del presente decreto» (oggi). I benzinai avranno poi altri 15 giorni per adeguare la cartellonistica presso ogni punto vendita, anche autostradale. I gestori che non comunicheranno le tariffe e non esporranno nel proprio punto vendita i prezzi medi rischiano sanzioni da 500 a 6.000 euro. Dopo la terza violazione, può scattare la sospensione dell'attività da sette a novanta giorni.

Il governo, che ha rafforzato i poteri di Mr Prezzi per il controllo di eventuali fenomeni speculativi lungo la

filiera, istituisce una Commissione di allerta rapida di sorveglianza. Il Garante potrà convocare la commissione, il cui monitoraggio sarà poi riferito al Mimit e al governo che decideranno come intervenire sui fenomeni.

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