"Giorgio ci avrebbe detto che finalmente stiamo imparando" dice Leo Dell'Orco, storico compagno e braccio destro da 43 anni di Armani. Il più famoso stilista del mondo scomparso lo scorso 4 settembre lo aveva coinvolto da tempo nella creazione della linea maschile tanto che una volta erano usciti insieme a raccogliere gli applausi al termine della sfilata. La fiducia è stata ampiamente confermata nel testamento, ma certo ieri c'era una specie di prova del fuoco a cui Leo si è presentato con accanto suo nipote Gianluca che da anni lavora nell'ufficio stile Uomo.
Il messaggio è arrivato forte e chiaro a tutti i presenti: lui non c'è più ma è dappertutto, il suo team lavora sui binari dell'eleganza maschile tracciati da Re Giorgio. Certo c'è qualcosa di nuovo per esempio nei colori che sono il punto di partenza di questa bella collezione battezzata Cangiante. "Avevamo voglia di tinte diverse, qualcosa che uscisse subito come un nuovo punto di blu lapislazzuli, il verde oliva oppure il viola ametista" spiega Dell'Orco sorridendo al ricordo dei commenti di Giorgio. "Avrebbe detto ma questo colore da dove esce? perché per lui esistevano soprattutto i toni neutri. Invece alla fine va bene così perché questa è una collezione molto precisa e identitaria continua. In effetti le giacche sono fatte in un certo modo, con le spalle ben segnate nonostante l'incredibile leggerezza dei materiali. Tutto accarezza il corpo senza mai costringerlo a cominciare dai pantaloni con due e a volte anche tre pinces, morbidi come un abbraccio gentile sulla gamba. L'uso supremo del velluto parla il più forbito linguaggio armaniano che si possa immaginare, ma quei colori cangianti di nome e di fatto aggiungono un tocco di modernità.
Molto belli anche se insoliti i grossi giacconi di maglia con disegni geometrici sui toni dell'azzurro intenso e dell'ametista realizzati in collaborazione con Alanui. Strepitosa tutta la parte sera con un'antologia di giacche più accostate al corpo nella classica sinfonia cromatica dal grigio antracite al nero. Sant'Andrea, marchio milanese ad alto tasso di sartorialità lancia tre diversi tipi di giacca doppio petto: quella classica un po' da cummenda, la sportiva a un petto e mezzo e una con spezzatura sul primo bottone dal basso che è la più nuova che si sia vista in questa tornata di moda maschile a Milano. Pier Luigi Canevelli, ceo di questo bellissimo brand spiega che le loro giacche su misura costano al pubblico 3000 euro, iva compresa e che dalla prossima stagione avranno anche i maglioni made to order. Perfino da Jacob Cohen, storico marchio di jeans e dintorni, tutto assume un tono più alto e maturo: da albergo a 5 stelle più che da ostello della gioventù.
Anche da Antik Batik, brand specializzato nel cosiddetto stile Bohemian chic disegnato in Francia e prodotto in India dalla stilista e imprenditrice italiana Gabriella Cortese, quel certo modo di vestire non ha più l'odore del Patchouli ma sa di buono e ben fatto.
"La moda non è più di moda, vogliamo tutti più qualità" dice il maestro Claudio Cutuli, autore delle più belle sciarpe del mondo, tessute a mano nei materiali più insoliti che ci siano (uno per tutti la fibra di ortica) e poi colorate con le erbe tintorie appositamente coltivate in Calabria.